giovedì, giugno 05, 2008

Bombs

Dopo le bombe intelligggenti, ecco le bombe ecologggiche...

...Continueranno a uccidere, ma senza turbare l'ambiente naturale. Sono le "Eco-friendly bomb", armi esplosive dotate di sensibilità ecologica. La definizione, cinica e contraddittoria (gli esseri umani non sono parte integrante dell'ambiente?), pubblicizza una ricerca condotta dall'Università di Monaco di Baviera con fondi europei e americani per la produzione di sostanze alternative al Tnt (il tritolo) e al Rdx (la ciclonite)...
Repubblica
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mercoledì, aprile 30, 2008

Genova, 309^ ora in silenzio per la pace

Rete Controg8 per la Globalizzazione dei Diritti
Mercoledì 30 aprile dalle 18 alle 19 sui gradini del palazzo ducale di genova 309° ora in silenzio per la pace.
Incollo di seguito il volantino che verrà distribuito
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Primo maggio, giornata internazionale del lavoro.

Ma che cosa c'entra il mondo pacifista con il mondo del lavoro?

Abbiamo più volte denunciato, anche con i volantini che distribuiamo ogni mercoledì, che le forze armate italiane costeranno nel 2008 23 miliardi e 352 milioni di euro, l'11% in più rispetto allo scorso anno. Con una piccola parte di questa enorme quantità di denaro si sarebbero potuti assumere ispettori da destinare ai controlli del rispetto delle norme di sicurezza sui posti di lavoro.

Uno degli argomenti preferiti di chi sostiene la partecipazione italiana alle cosiddette "missioni di pace", è il "prestigio internazionale dell'Italia.". Secondo costoro, massacrare gli afghani con il pretesto di cercare Bin Laden pone l'Italia in una posizione di prestigio nel contesto internazionale. Siamo invece del parere che, anziché preoccuparsi del proprio "prestigio internazionale" l'Italia dovrebbe vergognarsi della propria media di tre morti al giorno sul lavoro. E le autorità che piangono lacrime di coccodrillo sulle bare dei soldati caduti dovrebbero ricordare che è oggi statisticamente più pericoloso fare il muratore o il metalmeccanico che il soldato in zona di guerra.

La Liguria è una delle regioni in cui è maggiore la presenza dell'industria militare.

Appena eletto presidente della regione Liguria Claudio Burlando ha ottenuto il finanziamento di dieci navi militari, manufatti di elevatissima tecnologia la cui qualità si misura in capacità distruttiva. Era indispensabile, fu detto allora: si trattava di cinquemila posti di lavoro. Non pensiamo che sia nostro diritto sottovalutare la serietà di questo problema. Ma da anni proponiamo invano alla regione Liguria di costituire un osservatorio che studi le possibilità di riconvertire nel civile almeno una parte dell'industria bellica salvando i posti di lavoro. E la riconversione, o almeno la diversificazione delle produzioni, oltre ad essere moralmente indispensabile, potrebbe garantire i lavoratori dai rischi di un poco probabile ma auspicabile periodo di pace che renda inutili fregate, cannoniere ed armamenti in genere. La stampa ha magnificato l'accordo ed ha glissato sulle capacità distruttive, sull'inutilità e sul prezzo astronomico delle navi . Ed ha evitato di sottolineare che investimenti così cospicui avrebbero potuto garantire altrettanti posti di lavoro nella scuola, nella sanità, nella previdenza. Certamente non altrettanti profitti; ma non si stava parlando di posti di lavoro?

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai lavoratori statunitensi che hanno dichiarato il primo maggio giornata "No Peace, No Work" e sciopereranno contro la guerra in Iraq ed in Afghanistan, ed ai portuali africani che hanno rifiutato di scaricare armi cinesi destinate allo Zimbabwe. L'esperienza delle lotte genovesi contro la mostra navale bellica, alle quali i lavoratori e le lavoratrici genovesi parteciparono numerosi ed organizzati dimostra che lottare per avere il diritto di decidere "che cosa" produrre e " a chi" vendere è possibile e doveroso.
llewal alle 13:12 in: politica, lavoro, appuntamenti, genova, no war
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mercoledì, aprile 16, 2008

Et voilà....

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lunedì, aprile 14, 2008

Una mattina mi son svegliata

Genova
venerdì 18 aprile 2008 ore 17.00
Sala Conferenze - Museo di Sant’Agostino
piazza Sarzano 35R

Una mattina mi son svegliata
La resistenza delle donne oggi, dalla difesa dell’autodeterminazione, alla pace e all’ambiente.

Le Donne del No Dal Molin, della No Tav e della Rete194 protagoniste della difesa dei nostri diritti

Proiezione del filmato
Donne da presidio - Voci femminili dal movimento No Dal Molin
di Monica Lanfranco

Saranno presenti:
Antonella Cunico - Gruppo donne del presidio No Dal Molin
Simona Pognant - Sindaco di Borgone Susa movimento No Tav
Sabrina Damico - Rete194

Associazione Usciamo dal silenzio
Rivista Marea

Con il patrocinio del Comune di Genova
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sabato, marzo 08, 2008

Le chiamano "missioni di pace"

Da Peacelink

Le chiamano "missioni di pace"
Torturatore italiano: "In Afghanistan facciamo così". Video terrificante ieri su "Le Iene"
La "iena" Luigi Pelazza si sottopone ad un interrogatorio. Vengono descritte nei minimi particolari le tecniche di interrogatorio e di tortura oggi applicate per far parlare i "presunti terroristi". Esiste un manuale militare Usa e alcuni italiani hanno imparato benissimo...
8 marzo 2008 - Alessandro Marescotti
Fonte: Le Iene, venerdì 7 marzo 2008 (Italia 1)
http://tinyurl.com/29kgqe

"Un militare ci mostra le tecniche di interrogatorio". Questo è il video incredibile che è stato mostrato su Italia 1 nella puntata di ieri delle Iene.

La "iena" Luigi Pelazza si è fatto spiegare da un italiano in uniforme, con il viso mascherato e con vistose reticence su vari particolari, le tecniche di interrogatorio e di tortura praticate in Afghanistan e in altre aree del mondo in cui vi sono le cosiddette "missioni di pace". Lo scopo? Far parlare i presunti terroristi.

E' un documento terrificante che si può visionare su
http://tinyurl.com/29kgqe

Che dice il governo italiano che sta per concludere la legislatura?
Note:

Il manuale segreto della Cia: "Così si tortura un prigioniero"

llewal alle 20:14 in: politica, giustizia, pacifismo, diritti umani, no war, repressione
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venerdì, marzo 07, 2008

ALLE ELEZIONI PER ROMPERE GLI SCHEMI

COMUNICATO STAMPA


BASE USA VICENZA ALLE ELEZIONI PER ROMPERE GLI SCHEMI

La chiocciola si è messa in cammino Rompere i meccanismi della rappresentanza; sostituire la delega con la partecipazione diretta; costruire forme di condivisione che evidenzino l'ipocrisia degli spot elettorali. Una lista di donne e uomini per aprire un nuovo percorso politico di partecipazione: sarà questa la presenza all'interno della campagna elettorale di coloro che a Vicenza hanno scelto la mobilitazione contro l'imposizione. Una lista che non è un fine, bensì un mezzo: non corriamo per conquistare il Palazzo, ma per sperimentare forme altre di autogoverno e autogestione. In queste settimane, per descriverci il percorso che abbiamo fatto, abbiamo usato la metafora della chiocciola: lenti, ma sempre in movimento; riflessivi, ma con un grande bagaglio di esperienze, sensibilità, diversità che ci portiamo sempre sulle spalle. Abbiamo discusso in modo permanente, trovandoci la sera e riconvocandoci il giorno successivo; abbiamo ascoltato cosa aveva da dirci Vicenza, senza costruire eventi mediatici ma sfruttando i gazebo della raccolta firme: perché ascoltare è diverso dal fare propaganda. Ci siamo chiesti che significato ha la crisi della rappresentanza, come dovrebbe comportarsi un consigliere comunale, quali contenuti dovrebbe avere un programma. Ne abbiamo concluso che un programma non è un testo, ma un percorso; che la crisi della rappresentanza nasce dai processi di delega; che un consigliere comunale dovrebbe essere al servizio di molti e non in rappresentanza di alcuni. Abbiamo deciso di metterci in gioco ancora una volta, dicendoci che abbiamo ancora tanto da imparare, una lunga strada da fare. Vogliamo provare a costruire collettivamente pratiche di gestione collettive della nostra comunità; la nostra non sarà una lista di persone, ma un intreccio di pensieri. Abbiamo saputo dar vita al Presidio Permanente, spazio di diversità e confronto, ma soprattutto di partecipazione; abbiamo dimostrato che condividere è possibile: ora portiamo la nostra sfida nel campo di coloro che più ci sono lontani. Vogliamo mettere in discussione il monopolio del potere decisionale fondato sulla delega: perché partecipare non solo è democrazia, ma è anche vita.
Presidio Permanente, Vicenza, 6 marzo 2008

llewal alle 12:42 in: politica, pacifismo, no war, repressione, dal molin
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martedì, gennaio 29, 2008

Comunicato stampa

Da Alfio Nicotra

INCIDENTI CONSOLATO USA FIRENZE - NICOTRA (PRC) :
"CONDANNE INGIUSTE, SI VUOLE CRIMINALIZZARE IL MOVIMENTO"

"Le tredici condanne a sette anni di reclusione inflitte questo pomeriggio dal tribunale di Firenze per i fatti del 13 maggio 1999 davanti al consolato Usa sono una enormità e una ingiustizia. Per via giudiziaria si vuole criminalizzare il movimento per la pace e contro la globalizzazione neoliberista. E' una vendetta del potere per ipotecare le lotte del futuro". E' quanto afferma, in una dichiarazione, Alfio Nicotra, responsabile nazionale del Dipartimento Pace e Movimenti Altermondialisti del Prc. "La nostra piena solidarietà va al compagno Bruno Palladini e agli altri attivisti condannati - prosegue l'esponente del Prc- non è possibile riscrivere la mobilitazione contro la guerra nelle aule di tribunale. Quel giorno a Firenze ci furono delle cariche spropositate e violente per impedire una legittima protesta contro i bombardamenti Nato su Belgrado. I manifestanti furono vittime e non protagonisti della violenza". Per Nicotra "siamo all'inizio di una escalation contro i movimenti che oggi passa da Firenze ma già domani è pronta a Cosenza , con richieste di condanna per gli attivisti no global di oltre 12 anni, a fare un nuovo salto di qualità. Questa giustizia è purtroppo prona al potere e fin troppo strabica. Per questo è necessaria la mobilitazione democratica per tutelare gli spazi dell'iniziativa politica dal basso che rischiano altrimenti di essere compressi da teoremi giudiziari basati più che sui fatti su pregiudizi ideologici."
Roma, 28 gennaio 2008

llewal alle 15:00 in: politica, giustizia, pacifismo, diritti umani, no war, repressione
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domenica, gennaio 27, 2008

Genova per chi??????

Ieri, manifestazioni in centinaia di città di tutto il mondo. Diritti umani, devastazioni e saccheggi del territorio, guerre, discriminazione razziale. A Genova è stato organizzato un presidio no war. Uh, guarda un po' chi c'era



Il mitico Luca!

Come sempre, è bello incontrarci tra amici, è bello rivedere persone che si sbattono per migliorare questo mondo di merda.  Ma eravamo pochissimi. Come sempre, salvo in rare occasioni. E mi sono accorto, volantinando, come sia sempre più difficile cercare di far capire a chi passa che non siamo lì per protagonismo, per giocare o chissà per quale motivo. Ti guardano, ti scansano, o ti rispondono, nella migliore delle ipotesi, un "no grazie". Oppure un "non mi interessa", come se una possibile, sempre più probabile, futura guerra globale riguardasse solo i quattro deficienti che distribuiscono volantini. E sta andando sempre peggio, vedo sempre più indifferenza e insofferenza verso chi cerca di far emergere ciò che i media censurano regolarmente. Oggi sono incazzato e depresso, anche per avere letto questo post sul blog di Passatorcortese.
llewal alle 13:48 in: politica, genova, pacifismo, no war
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giovedì, gennaio 24, 2008

Mother do you think they'll drop the bomb?

Nell'agenda NATO la proposta shock: si' ad attacchi nucleari preventivi
Fanatismo politico e fondamentalismo religioso, terrorismo e criminalità organizzata; proliferazione di armi di sterminio, cambiamenti climatici e sicurezza dell'approvvigionamento energetico, migrazioni 'ambientali' su scala massiccia, indebolimento degli stati nazionali. Tutti questi fattori suggeriscono, secondo cinque ex capi di stato maggiore delle forze armate di altrettanti Paesi alleati, una redifinizione della dottrina militare della NATO. Che deve includere la possibilità di attacchi nucleari preventivi per fermare l' "imminente" proliferazione di armi di distruzione di massa....RaiNews24

ITALIA: UN FUTURO SENZA ATOMICHE E' POSSIBILE E NECESSARIO
Venerdi 25 gennaio alle ore 21.00 presso il Consorzio Zenzero (Via Torti 35r) ARCI Genova organizza una presentazione della campagna "Un futuro senza atomiche"
All'incontro saranno presenti:
- Gianni Alioti (resp. sett. Internazionale FIM-CISL)
- Antonio Bruno (Capogruppo Prc-SE Consiglio comunale di Genova, Centro ligure documentazione Pace, Forum ponente genovese)
- Francesco Martone (Senatore Prc-SE Membro della 3ª Commissione permanente Affari esteri)
- Stefano Kovac, Arci Genova
- Laura Testoni, Arci Genova

Perchè "Un futuro senza atomiche"?
La messa al bando di tutte le armi nucleari è una aspirazione condivisa da tutta l'umanità. Invece, in
Italia abbiamo 90 testate atomiche ad altissimo potenziale, nelle basi militari di Ghedi (BS) e Aviano. Non dovrebbero esserci perche' nel 1975 l'Italia ha ratificato il trattato di non-proliferazione delle armi atomiche. La presenza di questi dispositivi e' dovuta ad accordi bilaterali rinnovati dopo il 2001, che prevedono, in ambito Nato, l'istituto del "nuclear sharing".
Obiettivo della Campagna "Un futuro senza atomiche" è dunque -attuando il trattato di non proliferazione- portare in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare volta alla messa al bando di ogni arma atomica sul territorio nazionale.
La serata sarà un'occasione per conoscere meglio i contenuti della Campagna e per sottoscrivere il disegno di legge di iniziativa popolare promosso dal Coordinamento "Un futuro senza atomiche".
Saranno a disposizione i materiali della Campagna.
L'appuntamento si collega idealmente (e fa parte del)
global action day (giornata di azione mondiale contro la guerra) promosso dal Forum sociale mondiale per il 26 gennaio 2008.
llewal alle 11:53 in: politica, appuntamenti, genova, pacifismo, diritti umani, no war
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sabato, gennaio 19, 2008

WORLD SOCIAL FORUM 2008 - another world is possible





 26 gennaio 2008
Giornata di azione globale
del Forum Sociale Mondiale


Azioni locali in Italia

Chi ?

La Chiamata globale all'azione chiede ai movimenti sociali e alla società civile di tutto il mondo di mobilitarsi insieme per una set Leggi tutto

Cosa e perché?

Ogni gruppo auto-organizzato di movimenti, associazioni, reti, decide indipendentemente come organizzare la propria iniziativa pubblica e quali temi, forme e collegamenti in Leggi tutto

Come ?

Come utilizzare questo sito e coinvolgersi attivamente
Partecipa... e Trova, Collabora, Presenta, Prepara, Mostra, Collega le tue azioni Leggi tutto


llewal alle 19:16 in: politica, giustizia, ecologia, appuntamenti, pacifismo, diritti umani, no war
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venerdì, gennaio 18, 2008

26 gennaio, giornata di azione globale

NO ALLA GUERRA, NO ALLE BASI ED ALLE MISSIONI MILITARI!!

Il 26 gennaio si manifesterà in tutto il mondo contro la guerra.

La giornata di azione globale è stata proposta dal il Forum sociale mondiale contro, il neoliberismo, la povertà, la guerra, il razzismo e sessismo.

Chi vive in un paese impegnato direttamente in una guerra come l'Italia, non può limitarsi a sventolare le bandiere arcobaleno ma deve lottare perché questa partecipazione cessi: con il ritiro immediato dei soldati italiani dall'Afghanistan e da tutte le missioni militari chiamate ipocritamente "di pace". Uno degli alibi di chi vuole continuare la guerra è il mandato dell'ONU, la più screditata delle organizzazioni internazionali, dominata dal veto USA, impotente nei confronti dei veri crimini internazionali e utile burattino nelle mani dei più forti. Mentre molte delle sue risoluzioni possono essere ignorate, vedi quelle sul medio oriente sfacciatamente violate da Israele, altre sono assunte come irrinunciabili quando vengono comode. La Guerra in Afghanistan è una guerra degli USA e della NATO e serve a controllare i corridoi internazionali del petrolio e del gas. C'è ancora chi sostiene che il ruolo delle truppe occidentali sia di stabilire la democrazia in Afghanistan, come in Iraq e in altre parti del mondo. Scordano forse che la "democrazia occidentale" divide le risorse del mondo in un 80% che appartiene al 20% della popolazione ed un 20% che deve bastare al rimanente 80% della popolazione.

Quale può essere il ruolo delle "truppe occidentali" se non garantire che questa sproporzione rimanga tale, anche a costo di milioni di vite? Le ultime 2 finanziarie hanno aumentato, ciascuna più dell'11%, le risorse destinate alla difesa. Il governo taglia stipendi e pensioni ma si dota di 131 aerei F-35 dal costo unitario di 50/70 milioni di dollari; non dispone di un numero sufficiente di ispettori del lavoro, ma spende 366,54 milioni di dollari per contribuire alle spesi delle basi militari statunitensi in Italia (il 41% del costo totale). Non solo quindi le nostre tasse sono usate anche per pagare le servitù militari delle basi USA (come a Vicenza) e mantenere in esse armi nucleari che I cittadini rifiutano, ma la popolazione ne paga le spese anche in un bene non monetario, ma non meno importante, quale la salute. I liguri Burlando (presidente della regione), Forcieri (sottosegretario alla difesa) e Pinotti (presidente della commissione difesa) non mancano mai di promuovere l'industria militare ligure, favorendo sempre di più la sua specializzazione nella fabbricazione di strumenti di morte. Non li abbiamo mai sentiti sottolineare che analoghi investimenti se fatti nel settore civile avrebbero creato non solo una ben maggiore occupazione, ma certamente un maggior benessere. Il governo Prodi, in perfetta continuità con il governo Berlusconi, ha rifinanziato la guerra in Afghanistan, con il consenso unanime di tutti i partiti della maggioranza e con il voto di quasi tutti i loro parlamentari (con pochissime, coraggiose, eccezioni), usando il ricatto del voto di fiducia. Fra febbraio e marzo il parlamento italiano voterà nuovamente il finanziamento di tutte le missioni di guerra all'estero ed il ministro D'Alema (che già aveva bombardato a tappeto Belgrado nel 1999) si appresta con mezza Europa a lanciare una nuova "missione di pace" in Kossovo. Per quanto ci riguarda un governo che avvalla e sostiene le politiche di guerra che devastano e saccheggiano il nostro pianeta non ha e non potrà mai avere la nostra fiducia.

MARTEDI' 22 GENNAIO '08, ore 21.00 ASSEMBLEA PUBBLICA
TEATRINO DEGLI ZINGARI (Comunità di S. Benedetto al Porto)

SABATO 26 GENNAIO '08, ore 16.00 PRESIDIO in PIAZZA MATTEOTTI

PATTO PERMANENTE CONTRO LA GUERRA

Prime adesioni: Comunità di S. Benedetto al Porto, Confederazione Cobas Genova, Centro Ligure di Documentazione per la Pace, Rete Contro il G8 per la Globalizzazione dei Diritti, Centro Sociale Zapata, Sinistra Critica, Centro Sociale Terra di Nessuno, Gruppo di lavoro New Weapons

llewal alle 20:41 in: politica, appuntamenti, genova, pacifismo, diritti umani, no war
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domenica, dicembre 09, 2007

Se non ora quando?

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giovedì, dicembre 06, 2007

Da Genova a Vicenza la Storia siamo Noi


”Oggi sappiamo che ci aspettano anni durissimi, di sfaldamento sociale, di caduta, e di veleni, in cui il futuro dovremo strapparcelo a morsi. Per questo, a Genova, dovremo ritornare in tanti. Per ricominciare. Senza più illusioni. Sapendo di dover contare solo su noi stessi.” (Marco Revelli, 16 novembre 2007)

Da Genova a Vicenza: diritto di manifestare libertà di movimento La manifestazione del 17 novembre a Genova è stato uno straordinario momento di mobilitazione. In tantissimi abbiamo partecipato per affermare con forza i nostri diritti, primo fra tutti quello di manifestare, dimostrando quanto sia ancora vivo e praticabile lo spazio di autonomia dei movimenti aperto con forza nel luglio del 2001. E' proprio questa autonomia che con le richieste di condanna a secoli di carcere si vuole colpire, a Genova come nel resto dell'Italia, riscrivendo la storia del 2001 e cercando di intimorire chi oggi lotta per trasformare la società che ci circonda. Le politiche securitarie e di guerra, la precarizzazione delle nostre vite, l'attacco ai nostri diritti, il saccheggio dei territori cui assistiamo oggi , rappresentano la stessa arroganza del potere al quale ci siamo opposti nel 2001, quale che sia il governo in carica, senza soluzioni di continuità. I territori sono luoghi da “devastare e saccheggiare” in nome degli interessi e del profitto di poche lobby, da Vicenza alla Val di Susa fino a Genova: inceneritore, gronda, terzo valico, parcheggi che nascono come funghi, etc, etc, Riteniamo necessario dare continuità alla manifestazione del 17 novembre contribuendo alla riuscita degli appuntamenti che nei prossimi mesi si opporranno ai progetti di guerra di queste lobby guerrafondaie e devastatrici. Il primo di questi appuntamenti è la manifestazione del 15 dicembre contro la costruzione della base militare USA a Vicenza. Con la scelta di approvarne i lavori di allargamento, il governo Prodi ha scelto con chiarezza da che parte stare: il governo condivide un progetto che è strategico nella logica di riorganizzazione della guerra statunitense. Lo ha fatto, imponendolo a un territorio che non lo voleva, calpestando la volontà di una comunità intera, colpendo ambiente e territorio e mettendo a rischio la sicurezza di chi a Vicenza vive, per permettere la costruzione della maggior base aerea europea. Nello spazio della democrazia istituzionale vediamo rappresentate solo le istanze di questo o quel gruppo di potere, sempre sulla pelle dei cittadini; nell'autonomia dei movimenti è possibile concretamente ostacolare ed impedire questo progetto, senza ambiguità e compatibilità da sostenere. Il 15 dicembre a Vicenza contrasteremo le politiche di guerra e di morte cui questo governo è asservito, difenderemo il territorio e i beni comuni, praticheremo democrazia reale. Lo faremo ripartendo da Genova e lo faremo chiedendo l'organizzazione di treni speciali a prezzo politico, invadendo, se necessario le stazioni per affermare il diritto a manifestare e lo faremo a fianco del movimento No Dal Molin. A Vicenza porteremo il peso e l'orgoglio delle nostre lotte contro la criminalizzazione del movimento, contro il saccheggio dei beni comuni, contro la distruzione del territorio e della qualità della vita. Da Vicenza torneremo decisi a portarle avanti impegnandoci in prima persona, senza deleghe nè sconti per nessuno, mettendo in campo la nostra autonomia.....
MARTEDI’ 11 DICEMBRE, ore 21.00, Magazzini dell’Abbondanza, Via del Molo (sala da confermare) ASSEMBLEA CITTADINA: “Da Genova a Vicenza: No alle politiche che saccheggiano i nostri territori, No alle guerre che devastano il pianeta!” Parteciperanno fra glia ltri: - CINZIA BOTTENE (NO DAL MOLIN) - LELE RIZZO (NO TAV) - DON ANDREA GALLO (COMUNITA’ DI S. BENEDETTO)

SABATO 15 DICEMBRE: TUTTI A VICENZA!!!
Appuntamento ore 8.00 Stazione Genova Principe
X info www.dirittinrete.org  –  www.sanbenedetto.org
X adesioni: nodalmolin@dirittinrete.org   –  lastoriasiamonoi@sanbenedetto.org
Prime adesioni: Don Andrea Gallo, Simona Pittaluga, Norma Bertullacelli, Paolo Arado, Marco Scanavini, Paolo Languasco, Domenico Chionetti, Irene Cipolla, Piero Sarolli, Matteo Jade, Luca Oddone, Fabio Scaltritti, Ottavia Brunetti, Pierugo Bertolino, Milena Zappon, Marco Gandino, Sergio Ciuccio, Maurizio Campagna, Fabrizio De Meo.

 “E’ venuto il momento di dire che chi sta dall´altra parte se ne stia dall´altra parte, che se ne stia ai margini delle cose con cui non ha niente a che fare. Avere il coraggio della propria diversità e combattere, perché, se rinunciamo alla nostra diversità, queste acque scure che si stanno agitando intorno a noi, ci si chiudono sulla testa. Questo sarebbe davvero terribile, per noi e per i tanti che, più di noi, hanno bisogno.” (Marco Revelli, 28 novembre 2007)

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mercoledì, novembre 07, 2007

Gravissimo!

Blocchi al Dal Molin: Tentato omicidio contro manifestante

Provocazione gravissima durante l'allestimento dei blocchi all'esterno dell'aeroporto Dal Molin. Un militare italiano di stanza all'aeroporto Dal Molin di Vicenza ha tentato di investire più manifestanti che si apprestavano ad allestire i blocchi degli accessi all'installazione militare vicentina. Un manifestante è stato investito ed è ora all'ospedale di Vicenza. Il militare, di passaggio con la propria auto, si è fermato e ha poi deliberatamente accelerato dirigendosi verso i manifestanti e colpendone uno, per poi fuggire sgommando. Secondo l'avvocato che tutela il movimento No Dal Molin, dalle testimonianze raccolte sul fatto, l'azione è stata deliberata: si potrebbe perciò configurare il reato di tentato omicidio ed omissione di soccorso. Il militare è attualmente all'interno dell'aeroporto Dal Molin. I manifestanti hanno chiesto alla Digos l'immediata identificazione del militare. Se ciò non dovesse avvenire si verificherebbe anche il reato di omissione da parte delle forze dell'ordine, che sono tenute all'identificazione immediata. e ancora Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai Vicentini ai blocchi all'esterno dell' aereoporto e in particolare a Francesco, investito deliberatamente da un auto durante le azioni, augurandogli una pronta guarigione. Assieme ai movimenti di Firenze contro la guerra e le basi militari lanceremo nei prossimi giorni un segno di lotta visibile, pacifica e determinata in città:
Siamo tutti Vicentini!
martedì 06 novembre 2007
La Rete nazionale di Semprecontrolaguerra

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venerdì, ottobre 19, 2007

Spese record per le armi, spiccioli per la fame

I poveri non sono una lobby, l'industria bellica sì
Sabina Siniscalchi*

Si celebra da almeno venti anni, ogni 16 ottobre, la Giornata mondiale di lotta alla povertà voluta dall'Onu. Sicuramente è una "celebrazione" utile, soprattutto dopo l'11 settembre che ha fatto sparire la povertà dall'agenda politica internazionale, rimpiazzandola con la lotta al terrorismo e la guerra.
Ma la povertà non è sparita dalla faccia del pianeta. I dati sono impressionanti: più di un terzo della popolazione mondiale vive in condizioni di povertà. La World Bank ha dovuto escogitare un nuovo strumento di misurazione: vive in povertà chi ha un reddito inferiore ai 2 dollari al giorno, in totale 2 miliardi e 300 milioni di persone.Disporre di un reddito così basso significa che non si ci può nutrire adeguatamente, che non si possono mandare i figli a scuola, che non ci si cura quando si è ammalati, che si lavora, a volte in modo massacrante, ma non si guadagna una paga "decente", per usare una suggestiva definizione dell'OIL, l'Organizzazione Internazionale del Lavoro.Come è noto la maggior parte dei poveri vive in Africa, ma ce ne sono tanti anche in America Latina e in Asia, quasi tutti in India, a dispetto dello strepitoso tasso di crescita di questo gigante economico. Come se non bastasse, i Rapporti internazionali ci dicono che gli indici di sviluppo umano: speranza di vita, tasso di istruzione, mortalità infantile sono peggiorati in molti paesi dell'Est Europa.La povertà è in agguato anche nei paesi ricchi. In Italia, proprio in questi giorni sono usciti due importanti rapporti, quello dell'Istat che attesta che i poveri in Italia sono quasi 8 milioni, il 13% delle famiglie e quello della Caritas: che segnala che i poveri italiani sono pensionati, donne sole con figli e immigrati...Liberazione
llewal alle 10:51 in: politica, pacifismo, diritti umani, no war
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mercoledì, settembre 19, 2007

Vicenza, 21 settembre 2007

llewal alle 22:57 in: politica, appuntamenti, pacifismo, no war
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mercoledì, agosto 22, 2007

I pacifinti al governo....

Le armi italiane fanno boom - L'export a più 61% nel 2006

Anno da record, il governo ha autorizzato vendite per 2 miliardi. Tra i clienti le zone calde del mondo: Cina, Colombia, Nigeria....articolo