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domenica, maggio 18, 2008
Bella manifestazione, ieri, quella organizzata da Luca e tante altre associazioni. Sono contento di avere conosciuto l'ottimo Sam e di avere incontrato tanti altri...compagni? si può ancora dire? Tante le bandiere dell'UAAR, di Sinistra Critica, degli studenti di Sinistra, e poi i centri sociali, ARCI Gay e Lesbiche. Se avete seguito il tiggìdue, avrete avuto l'impressione di un corteo di quattro gatti (hanno parlato di trecento persone!). Beh, saremo stati almeno duemila, e non capisco questo squallido gioco dei numeri da parte della questura. Anzi, sì, lo capisco fin troppo bene...
mercoledì, maggio 14, 2008
Da Il Secolo XIX
....Hanno scelto un luogo simbolo della loro lotta per la laicità dello Stato, il Galliera, l'ospedale presieduto dall'arcivescovo di Genova e presidente della Cei Angelo Bagnasco. «L'ospedale dove abortire è difficile - dicono - e la pillola del giorno dopo non viene prescritta». Oggi pomeriggio (dalle 17) davanti all'ospedale della Curia manifesteranno per la laicità dello Stato, distribuendo preservativi e volantini, e per lanciare la contro manifestazione di sabato, il corteo che da Sestri Ponente fino a Caricamento, ricorderà la Giornata mondiale contro l'Omotransfobia. Sono Rete Laica, l'associazione Usciamo dal silenzio, Città Partecipata, Lila, Arcilesbica, Azione Trans, Spa azioni politiche di donne, i centri sociali Buridda, Zapata e Terra di Nessuno oltre al collettivo universitario Humpty Dumpty.....
venerdì, maggio 09, 2008
Diritti. Ad avere un figlio anche se sei precario, delle famiglie (di qualsiasi tipo), all'autodeterminazione del proprio corpo, a una cultura laica. Diritto, in generale, a uscire dal silenzio. C'è un'altra Genova ed è tutt'altro che impaziente per la visita di papa Ratzinger, annunciata per il 17 e 18 di maggio, prima a Savona poi nel capoluogo ligure dove gli enti locali, Tursi in primis, stanno sborsando un milione e mezzo di euro pubblici (di cui solo 250mila stanziati dal governo nazionale uscente) per allestire la due giorni. Sotto la Lanterna ci sarà un'area gigantesca, un po' isola pedonale, un po' zona rossa, i giornali l'hanno ribattezzata "zona bianca" ma senza rinunciare alla brutta abitudine di costruire tensione. Nella zona si potrà muovere la papa-mobile in mezzo ad alcuni chilometri di transenne e griglie mobili e una folla sbandierante. La messa sarà celebrata in piazza della Vittoria costruita negli anni 30 per le parate del regime sulla spianata dove si esibì Buffalo Bill nel 1892, per le prime celebrazioni colombiane. Ultimamente ci avevano girato un video i Negramaro. Prima di loro, nel 2001, lì vicino fu girato il video in cui il vicecapo della digos pestava un minorenne tenuto fermo da alcuni robocop travisati. Le male lingue dicono che gli alberi, maestosi e vetusti, abbattuti in piazza della Vittoria, sotto la scalinata delle Caravelle, non erano poi così malmessi ma erano cresciuti per decenni senza sapere che avrebbero oscurato ai cronisti in tribuna la vista del pontefice. Nemmeno ai tempi del G8 furono segate piante, anzi, ne furono messe di nuove per inghirlandare la città per gli otto grandi....Liberazione
Al Galliera, destinato in caso di emergenza ad ospitare Benedetto XVI,
in azione da alcuni giorni gli 007 vaticani
mercoledì, maggio 07, 2008
...è arrivato un informale biglietto scritto a mano con pochi, severi diktat culinari: assolutamente “no” a funghi e crostacei, “sì” al pesto ma senz’aglio. Bene qualsiasi tipo di carne ma attenzione al pesce: deve essere sfilettato con cura («Non ci deve essere assolutamente nemmeno una spina», precisa il messaggio vaticano)...Secolo XIX
domenica, maggio 04, 2008
....In segreto hanno compiuto questo scempio di alberi che fornivano ossigeno e ombra in una zona trafficata della città: davvero una brutta decisione. Neppure per il G8 si erano tagliati alberi per la sicurezza… anzi per abbellire erano state aggiunte delle piante dove non esistevano. Si può pensare che questo grave fatto sia una misura che entra nei dispositivi primari di sicurezza per la visita del Papa? Il questore Salvatore Pesenti aveva nei giorni scorsi parlato di misure speciali anche alla luce di cortei, ma arrivare a questo tipo di decisione irrispettosa della natura, del paesaggio urbanistico ed in spregio alle elementari norme del buon governo, informando i cittadini di queste decisioni non ricordo di averle mai viste. Andiamo di male in peggio. Se Papa Benedetto XVI viene a parlarci di rispetto della vita, questa è una lezione che va in senso opposto....leggi tutto su Mentelocale
giovedì, maggio 01, 2008
Il 18 maggio Genova sarà visitata dal massimo esponente del potere vaticano: Joseph Ratzinger.
Da alcuni anni a questa parte assistiamo ad un'offensiva clericale ed integralista contro i diritti della persona che vede in campo tutte le strutture politico-istituzionali della chiesa e le sue articolazioni associazionistiche.....
Da Il Manifesto
Una «Laico Parade» per difendere la 194, la fecondazione assistita, i diritti delle coppie di fatto e la libertà di espressione con una protesta anche davanti all'ospedale Galliera dove anche avere la pillola del giorno dopo sembra un'impresa: nasce così una manifestazione lanciata da una pluralità di associazioni, da Usciamo dal silenzio ad Arcigay e Arcilesbica, i centri sociali genovesi, l'Assemblea permanente antifascista, la Lila e Città partecipata, per il 17 maggio quando è prevista una visita di Papa Benedetto XVI prima a Savona con messa in piazza del popolo e poi a Genova il 18 mattina (in mattinata il santuario della Madonna della Guardia in Valpolcevera e poi la messa nel pomeriggio a piazza della Vittoria).
L'intento delle associazioni è di lanciare un appello per «dare voce e visibilità a un'altra Genova: quella laica, atea, dei diritti, delle libertà delle persone e quella di chi - cattolico o diversamente credente - non intende vivere in un paese che imponga per legge una morale religiosa». «Non vogliamo creare un corteo contro il papa - spiega un portavoce - perché non si tratta di contestare la visita pastorale in quanto tale, che ovviamente di per sè è legittima per quello che attiene la dimensione religiosa, né di contestare i credenti perché non è certo la fede dei singoli in discussione, quanto piuttosto di criticare fortemente il ruolo della Chiesa e delle sue strutture nella società italiana rispetto al dibattito politico, culturale e legislativo. Insomma, rivendichiamo la legittimità di contestazione a un leader politico, capo di una multinazionale che gode in Italia di privilegi fiscali e sovvenzioni alle scuole».....continua su Il Manifesto
lunedì, aprile 28, 2008
Un milione: tanto costerà la visita del Papa a Savona il prossimo 17 maggio. Il Comune prevede di spenderne 400mila, la Provincia 170mila, la Diocesi ne verserà alcune centinaia di migliaia. Sic.
All your followers are blind
Too much heaven on their minds
It was beautiful, but now it's sour
Yes it's all gone sour
(from Jesus Christ Superstar)
...e naturalmente è scattato lil cosiddetto "allarme sicurezza". Dal Secolo XIX:
"L’allarme è scattato quando dal cartello delle sigle che hanno indetto la manifestazione è emersa la critica per la spesa pubblica (almeno 800 mila euro) destinata all’organizzazione della visita di Papa Ratzinger. Un messaggio considerato simile a quelli espressi alla vigilia dei giorni del contro-G8 genovese del luglio 2001, quando i no global denunciarono «la spesa inutile e folle di denari degli sfruttati per ospitare la lobby dei potenti della Terra».
Ettepareva, figuriamoci se non ti tirano fuori il G8! Un po' di terrorismo mediatico non guasta, no? Ormai ci siamo abituati. Una scritta, due fischi ad un prete, ed ecco che spuntano i "terroristi". E gli imbecilli rincoglioniti dalla televisione ci cascano sempre e votano a destra, votano la "sicurezza e la disciplina", votano chi ti propina "valori"(?) tipo patria, chiesa e famiglia. Chissà se questa volta il dio di Guccio risorgerà dopo tre giorni "in ciò che noi crediamo, nel mondo che faremo"?
Ascolta uno degli organizzatori della protesta intervistato da Luigi Valenziano di Radio19 (Matteo, CSOA Zapata) dal sito del Secolo xix
Plinio (An) e Morgillo (Fi): «Vietare la manifestazione»
lunedì, marzo 10, 2008
Masturbazione? Solo in anestesia totale
Certo, la sessuofobia della chiesa cattolica pone molti problemi a chi intende seguire le sue regole. Un esempio, reperito sul sito dell’Agenzia Internazionale di stampa cattolica Zenit, ci viene dalla risposta a questa domanda:
Che cosa dice la Chiesa Cattolica del prelievo del seme attraverso la masturbazione a scopo diagnostico?
Risponde la dottoressa Claudia Navarini, docente presso la Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (ma anche di Alleanza Cattolica...) :
"La diagnosi della fertilità maschile attraverso l'analisi del seme non è per sé immorale. Nessun esame diagnostico è infatti sbagliato in quanto diagnostico; semmai può esserlo per le motivazioni con cui viene richiesto - es. l'aborto eugenetico -, o per i rischi connessi.
Occorre tuttavia che il metodo di prelievo sia morale, e perciò che sia evitata la masturbazione. La masturbazione è infatti un grave male morale, in quanto scolla radicalmente la sessualità dal suo senso e il piacere sessuale dal suo contesto specifico (nella fattispecie da quell'atto coniugale caratterizzato da un significato procreativo e da un significato unitivo); come tale non può mai essere giustificata, nemmeno per un fine buono. Perché un'azione sia buona, infatti, occorre che anche i mezzi siano buoni, o comunque non immorali, dal momento che il fine non giustifica i mezzi.
Come precisa l’Istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede Donum Vitae (1987), “la masturbazione, mediante la quale viene normalmente procurato lo sperma, è un […] grave segno di tale dissociazione [fra i due significati dell’atto coniugale]; anche quando è posto in vista della procreazione, il gesto rimane privo del suo significato unitivo” (n. 6)
Esistono tuttavia tecniche di prelievo del seme eticamente accettabili anche in assenza dell'atto coniugale, come la MESA (Microsurgical Epididymal Sperm Aspiration, cfr. M.L. Di Pietro-E. Sgreccia, Procreazione assistita e fecondazione artificiale tra scienza, bioetica e diritto, La Scuola, Brescia 1999, p. 33). Questo metodo richiede l'anestesia generale del paziente* e permette di recuperare spermatozoi che non hanno, però, completato il primo ciclo di maturazione (e ciò richiede un processo di capacitazione in laboratorio abbastanza elaborato).....leggi tutto su Resistenza Laica
domenica, febbraio 24, 2008
venerdì, febbraio 15, 2008
Dopo l'irruzione della polizia al Policlinico di Napoli su segnalazione anonima per il sospetto che fosse in corso una violazione della legge 194, mentre nel pieno rispetto della legalità si era appena effettuato un aborto terapeutico su una donna che purtroppo aveva riscontrato gravi malformazioni fetali, risulta chiaro che in Italia esiste un fortissimo rischio di deriva fondamentalista e di crisi della libertà e autoderminazione femminile. Anche se distratta dal triste spettacolo mediatico della campagna elettorale l'opinione pubblica deve essere scossa, e chi ha ancora voce per farlo deve far sentire, in modo forte e chiaro, che c'è una emergenza democratica che riguarda i diritti di scelta sul corpo e sulla procreazione da parte delle donne. Diritti che, se ristretti o negati, producono inevitabilmente una restrizione degli spazi di libertà in tutto il resto della società.
La maternità responsabile, libera e accolta, anche quella adottiva e affidataria, come un valore fondamentale dalla società, è stata uno degli orizzonti prioritari di azione e di impegno da parte dei movimenti delle donne sin dall'inizio del dopoguerra. Oggi misuriamo con sgomento la messa in discussione di un percorso di civiltà e il rischio di deriva autoritaria e di controllo bellico sul corpo delle donne (e per traslato quindi anche su quello degli uomini) simile a quella che vige in paesi dove ancora lontana è la realizzazione della laicità. L'Italia è un paese che si definisce laico, e che viene spesso guardato da chi cerca di sfuggire alla brutalità di regimi autoritari e illiberali come un approdo migliore: dopo i fatti di Napoli, e dopo che abbiamo appreso dalla tv che il motivo dell'irruzione della polizia era per 'sospetto feticidio' temiamo che questo paese non sia più un luogo sicuro per le donne, native o migranti, se un diritto sancito da una legge è così platealmente e crudelmente messo in discussione. In Italia le donne vengono violentate, picchiate e uccise nelle loro case senza alcun intervento preventivo anche quando si è al corrente di situazioni di grave pericolo, e ora le donne sanno che può bastare una anonima e mafiosa segnalazione alla polizia per vedersi arrivare, ancora doloranti per un intervento comunque sempre drammatico, le forze dell'ordine come se si fosse delle delinquenti. Cosa deve ancora accadere in Italia prima che sia troppo tardi? Credo che si debba pensare, tutte e tutti insieme, ad azioni forti che in tutto il paese, prima delle elezioni, dicano a chi si candida alla guida politica che ci sono donne e uomini che non daranno più il loro consenso a chi non garantirà, in modo inequivocabile, i diritti di scelta libera sul corpo, sulla sessualità e sulla riproduzione.
Così come non si vota chi dice sì alla guerra non si può votare chi dice sì alla limitazione dell'autodeterminazione delle donne. Se è vero che la libertà delle donne è civiltà allora è arrivato il momento di rendere visibile questa affermazione, anche con momenti collettivi di incontro e di sostegno alla laicità dello stato e alla cittadinanza sessuata.
Monica Lanfranco
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Monica Lanfranco
www.monicalanfranco.it
www.mareaonline.it
Aborto: in piazza anche a Genova contro il blitz di Napoli
L’iniziativa è prevista alle 16.30 di sabato 16 febbraio in piazza De Ferrari.
ATTENZIONE!!!!!
Ricevo e inoltro
Confermo a nome della rete194 di Genova che la data della manifestazione è il 23 febbraio ore 16,30 a piazza de ferrari. Siamo vittime di un boicottaggio o un maldestro errore, per cui sul Secolo XIX e ripreso dal tg3 è stato dato comunicato su iniziativa di domani. Come rete saremo domani a de ferrari a volantinare il testo che metto in attach. Chiediamo di darne comunicazione.
Laura Guidetti
www.mareaonline.it
http://rete194.wordpress.com
SABATO 23 FEBBRAIO 2008 PIAZZA DE FERRARI ORE 16,30
MANIFESTAZIONE CITTADINA PER DIFENDERE LA LEGGE 194 DOPO L’INTERVENTO DEI NAS NEI CONSULTORI GENOVESI DOPO L’IRRUZIONE DELLA POLIZIA AL POLICLINICO DI NAPOLI – SU SEGNALAZIONE ANONIMA E SENZA ALCUN MANDATO – MENTRE NEL PIENO RISPETTO DELLA LEGALITA’ SI ERA APPENA EFFETTUATO UN ABORTO TERAPEUTICO SU UNA DONNA CHE PURTROPPO AVEVA RISCONTRATO GRAVI MALFORMAZIONI FETALI
DOPO CHE IL CORTEO DELLE DONNE E’ STATO CARICATO DALLA POLIZIA risulta chiaro che in Italia esiste un fortissimo rischio di deriva fondamentalista e di crisi della libertà e dell’autodeterminazione femminile. Non bastava la richiesta di moratoria, i tentativi di revisione in senso restrittivo della legge, l’inserimento dei dissuasori nei consultori pubblici, l’obiezione di coscienza di medici e di farmacisti: vogliono far tornare le donne nella clandestinità, perché nei servizi sanitari pubblici non possiamo sentirci più al sicuro.
C’E’ BISOGNO DI UNA FORTE MOBILITAZIONE STANNO CERCANDO DI AMMANETTARE LA LAICITA’ E LA DEMOCRAZIA
Esprimiamo solidarietà con Silvana, di Napoli, e con tutte le donne che hanno fatto scelte difficili e vengono ora tacciate come criminali.
Partecipiamo alla manifestazione indetta dalla rete 194 sabato 23 febbraio in piazza De Ferrari alle ore 16,30 e firmiamo ai banchetti l’appello per la difesa della legge 194 oppure sul blog: http://rete194.wordpress.com
martedì, febbraio 12, 2008
Aborto, blitz della polizia nella clinica ostetrica
"Nessuna violazione della 194"
Repubblica
L'unione delle donne: «Clima di intimidazione»
Aborto, la polizia al Policlinico di Napoli
La denuncia dell'Udi: «Gli agenti intervenuti per un presunto feticidio. Ma era un'interruzione regolare»
Corriere.it
Il Comunicato dell'UDI (Unione donne in Italia):
Nel reparto di IVG del II Policlinico di Napoli, nella serata di ieri 11 Febbraio alcuni agenti del Commissariato Arenella hanno fatto irruzione, senza alcun mandato, motivando di aver notizia di reato di "feticidio". Si trattava di un aborto terapeutico alla IV settimana regolarmente effettuato nel rispetto della legge 194 e della salute della donna che ha subito l'intervento e che ha espulso, peraltro, un feto morto. I medici, di fronte ad un inedito agire della forza pubblica, hanno tutelato la donna, ma non hanno potuto evitare il sequestro del materiale abortivo e della fotocopia della cartella (anonima) della paziente. Gli agenti hanno poi intimidito la vicina di letto della donna esortandola a testimoniare in quel momento altrimenti sarebbe stata chiamata a farlo davanti ad un giudice.
Denunciamo il clima che sta montando contro le donne, nel nostro paese e nel caso specifico in Campania, che genera procedure ai limiti della legittimità, ma soprattutto contrarie ad ogni buon senso.
La libertà femminile ha reso inevitabile l'agonia del patriarcato che, ottenebrato, mostra la sua faccia feroce contrapponendosi alle donne con l'intimidazione.
Tutte le donne, l'UDI- Unione Donne in Italia
l'Assemblea permanente delle donne di Napoli
si danno appuntamento
GIOVEDI' 14 FEBBRAIO 2008
Napoli piazza Vanvitelli alle ore 17
La nostra mobilitazione partirà da Napoli e diventerà vigilanza e presidio permanente in ogni piazza d'Italia. Autodenciamoci tutte per aver deciso nella nostra vita.
sabato, febbraio 09, 2008
“Sembra parlino della 194 ma ancora una volta gli uomini parlano tra loro usando il corpo femminile”.
Ancora si parla di legge 194. Ancora si parla di revisione, anzi, oggi persino di moratoria.
Tutte noi proviamo una strana impressione, legata ad un terribile vuoto di contenuti, alla surreale sensazione di un copione già scritto "a prescindere", una messinscena che ogni tanto deve essere recitata.
Infatti, basta un po' di memoria storica per ricordarsi che da sempre, ad intervalli regolari, la legge 194 è stata oggetto di attacchi, improvvisi o a lungo preparati.
Un costo in laicità, che i nostri uomini al comando hanno sempre pagato per continuare a governare impunemente, possibilmente senza le donne (però in nome delle donne, come è ovvio). Se non fosse che hanno le leve del potere in mano sembrerebbero quello che per certi aspetti sono, una parata di incoscienti che parla di cose che non conosce. Ma sono loro a decidere, sulla base dei loro interessi, non dei nostri, dei loro equilibri politici e scambi di favori; non i bambini, tanto meno le donne sono al centro del loro agire.
D'altra parte, e neppure questa è una novità, le nostre voci hanno poco spazio, molto meno di quello dato ai protagonisti di questa recita. In realtà sulla 194, così come sulla legge 40, le questioni pregnanti non sono mai quelle sollevate, ed è per questo che qualsiasi risposta nel merito è inutile,la posta in gioco è altra.
È’ il passaggio dal concetto di prevenzione a quello di dissuasione (quest'ultimo totalmente assente dalla lettera e dallo spirito della legge), la voluta confusione fra i due termini, a caratterizzare il dibattito odierno.
Se le obiezioni sollevate alla legge 194 fossero davvero di prevenzione, ottimizzazione, miglioramento, adattamento ai progressi della medicina, comprenderebbero, oltre a potenziamento e finanziamento per i consultori, anche un'attenzione agli articoli della legge, quelli nei quali si definiscono i modi e le condizioni dell'obiezione di coscienza in relazione alle responsabilità di applicazione della legge da parte delle strutture e direzioni sanitarie, e si impegnano le Regioni ad organizzare corsi di aggiornamento e di formazione su contraccezione, assistenza alla gravidanza e al parto, e "sull'uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell'integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l'interruzione di gravidanza".
In altre parole: una regolamentazione del diritto all'obiezione di coscienza nelle strutture pubbliche; un potenziamento delle tecniche che aumentano la possibilità di scelta, diminuiscono i tempi, semplificano le procedure, prima fra tutte la RU486; una forte campagna di prevenzione, di somministrazione, informazione sui contraccettivi, compresi quelli di emergenza; il potenziamento della rete dei consultori e il loro finanziamento; infine, ma non ultimo, una potente spinta a occuparsi seriamente dell'aiuto, a tutto campo, della donna che mette al mondo un figlio.
È necessario inoltre, che si promuovano nelle scuole dei corsi di educazione sessuale, che oltre all´informazione prevedano una parte dedicata all´educazione ai sentimenti e alle relazioni di genere, perché si diventa adulti responsabili nella consapevolezza della propria e dell´altrui dignità.
Gli attacchi alla legge in realtà convergono verso il vero nodo della 194: l´autodeterminazione della donna, vero punto indigeribile per chi avrebbe anche chiuso un occhio su tutto il resto.
Non piace che le donne facendolo emergere dal privato e dal clandestino, attraversino, con questo dramma, una struttura pubblica, che ciò avvenga dentro il servizio sanitario nazionale e che siano loro a decidere. La compresenza di questi tre fattori è la miscela micidiale che i cosiddetti difensori della vita non tollerano e ai quali la diminuzione degli aborti, il successo di una legge che vogliono a tutti i costi stravolgere, non interessa minimamente.
Perché è il consenso materno che porta dal concepimento alla nascita di una persona, perché il processo del nascere non può prescindere dal corpo della donna che accoglie.
Per questo vogliamo difendere la legge 194 e chiediamo a tutte e a tutti di far sentire le nostre ragioni partendo dal sottoscrivere e dal far sottoscrivere questo appello .
- Rete 194 di Genova :
AIED Genova, ARCILesbica, Coordinamento Donne CGIL, Coordinamento Ligure Donne Latino-americane, Donne di Unione a Sinistra, Donne in quotazione, Forum Donne PRC di Genova e Provincia, Forum della Sinistra Europea, Gruppo Mafalda Sampierdarena , Laboratorio Politico di donne, Rivista Marea, Società Per Azioni Politiche di Donne, Usciamo dal Silenzio Genova....
Chiunque desideri siglarlo a livello personale o di organizzazione, può inviare una mail a
lauraguidetti@aliceposta.it
giovedì, febbraio 07, 2008
domenica, gennaio 20, 2008
Affacciati affacciati
facci sapere quanto siamo cattivi
Affacciati affacciati
non ti stancare...
Affacciati affacciati
dicci che va a finire male
Affacciati affacciati, non ti stancare
Affacciati affacciati
benedici noi e tutti i cattivi
che continuano a seminare il male
Affacciati affacciati, dai non ti stancare
Affacciati affacciati
e facci uno dei tuoi discorsi
sulla pace universale...
Affacciati affacciati
coi tuoi gesti larghi
e con i tuoi vestiti bianchi...
Affacciati affacciati
benedici, guardaci!
guardaci... guardaci!
tanto sono quasi duemila anni
che stai a guardare...
Così cantava Bennato.Sto guardando la folla con tanto di striscioni. Non mi si venga a dire che non è una manifestazione politica. Non mi si venga a dire che "non è una prova di forza", come hanno dichiarato. Non mi si venga a dire che non vogliono imporre la loro religione. Non mi si venga a dire che siamo in uno Stato laico.
mercoledì, gennaio 09, 2008
Sull'edizione locale di Repubblica ho letto una notizia che mi ha lasciato senza parole. Al S.Martino, il principale ospedale di Genova, è rimasto un solo medico a praticare l'interruzione di gravidanza. E sta per cedere, anche perchè i colleghi lo chiamano "Erode" (sic!). Negli altri ospedali genovesi, per vari motivi, il servizio è sospeso, come nel caso dell'Evangelico, per lavori di manutenzione; oppure ci sono intrallazzi con la chiesa, come nel caso del Galliera in mano all'arcivescovo e dove naturalmente tutti i medici sono obiettori. Così chi vuole praticare l'interruzione di gravidanza deve "sconfinare" a Savona, che già raccoglie le donne del ponente ligure. La campagna vaticana condotta mediaticamente dall'ateo devoto sta mietendo le prime vittime?
venerdì, novembre 30, 2007
BUONA QUESTA!!!!
MEMORIA CORTA?
Ma anche senza tornare indietro di qualche secolo, o di qualche decennio con la benedizione delle dittature, due notizie di oggi. Il fondamentalismo religioso porta a questo, e noi andiamo loro dietro; non sarà una manifestazione per chiedere la condanna a morte, ma ultimamente la chiesa sta facendo di tutto per un ritorno al passato. Con il terzo millennio è iniziata un'Era che non mi piace per niente.
sabato, giugno 16, 2007
Come godoooooooooooooooo!!!!!!!!!! E così i talebani sono sistemati!