Da Il Secolo XIX
....Hanno scelto un luogo simbolo della loro lotta per la laicità dello Stato, il Galliera, l'ospedale presieduto dall'arcivescovo di Genova e presidente della Cei Angelo Bagnasco. «L'ospedale dove abortire è difficile - dicono - e la pillola del giorno dopo non viene prescritta». Oggi pomeriggio (dalle 17) davanti all'ospedale della Curia manifesteranno per la laicità dello Stato, distribuendo preservativi e volantini, e per lanciare la contro manifestazione di sabato, il corteo che da Sestri Ponente fino a Caricamento, ricorderà la Giornata mondiale contro l'Omotransfobia. Sono Rete Laica, l'associazione Usciamo dal silenzio, Città Partecipata, Lila, Arcilesbica, Azione Trans, Spa azioni politiche di donne, i centri sociali Buridda, Zapata e Terra di Nessuno oltre al collettivo universitario Humpty Dumpty.....
Il 18 maggio Genova sarà visitata dal massimo esponente del potere vaticano: Joseph Ratzinger.
Da alcuni anni a questa parte assistiamo ad un'offensiva clericale ed integralista contro i diritti della persona che vede in campo tutte le strutture politico-istituzionali della chiesa e le sue articolazioni associazionistiche.....
Da Il Manifesto
Una «Laico Parade» per difendere la 194, la fecondazione assistita, i diritti delle coppie di fatto e la libertà di espressione con una protesta anche davanti all'ospedale Galliera dove anche avere la pillola del giorno dopo sembra un'impresa: nasce così una manifestazione lanciata da una pluralità di associazioni, da Usciamo dal silenzio ad Arcigay e Arcilesbica, i centri sociali genovesi, l'Assemblea permanente antifascista, la Lila e Città partecipata, per il 17 maggio quando è prevista una visita di Papa Benedetto XVI prima a Savona con messa in piazza del popolo e poi a Genova il 18 mattina (in mattinata il santuario della Madonna della Guardia in Valpolcevera e poi la messa nel pomeriggio a piazza della Vittoria).
L'intento delle associazioni è di lanciare un appello per «dare voce e visibilità a un'altra Genova: quella laica, atea, dei diritti, delle libertà delle persone e quella di chi - cattolico o diversamente credente - non intende vivere in un paese che imponga per legge una morale religiosa». «Non vogliamo creare un corteo contro il papa - spiega un portavoce - perché non si tratta di contestare la visita pastorale in quanto tale, che ovviamente di per sè è legittima per quello che attiene la dimensione religiosa, né di contestare i credenti perché non è certo la fede dei singoli in discussione, quanto piuttosto di criticare fortemente il ruolo della Chiesa e delle sue strutture nella società italiana rispetto al dibattito politico, culturale e legislativo. Insomma, rivendichiamo la legittimità di contestazione a un leader politico, capo di una multinazionale che gode in Italia di privilegi fiscali e sovvenzioni alle scuole».....continua su Il Manifesto
Certo, la sessuofobia della chiesa cattolica pone molti problemi a chi intende seguire le sue regole. Un esempio, reperito sul sito dell’Agenzia Internazionale di stampa cattolica Zenit, ci viene dalla risposta a questa domanda:
Che cosa dice la Chiesa Cattolica del prelievo del seme attraverso la masturbazione a scopo diagnostico?
Risponde la dottoressa Claudia Navarini, docente presso la Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (ma anche di Alleanza Cattolica...) :
"La diagnosi della fertilità maschile attraverso l'analisi del seme non è per sé immorale. Nessun esame diagnostico è infatti sbagliato in quanto diagnostico; semmai può esserlo per le motivazioni con cui viene richiesto - es. l'aborto eugenetico -, o per i rischi connessi.
Occorre tuttavia che il metodo di prelievo sia morale, e perciò che sia evitata la masturbazione. La masturbazione è infatti un grave male morale, in quanto scolla radicalmente la sessualità dal suo senso e il piacere sessuale dal suo contesto specifico (nella fattispecie da quell'atto coniugale caratterizzato da un significato procreativo e da un significato unitivo); come tale non può mai essere giustificata, nemmeno per un fine buono. Perché un'azione sia buona, infatti, occorre che anche i mezzi siano buoni, o comunque non immorali, dal momento che il fine non giustifica i mezzi.
Come precisa l’Istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede Donum Vitae (1987), “la masturbazione, mediante la quale viene normalmente procurato lo sperma, è un […] grave segno di tale dissociazione [fra i due significati dell’atto coniugale]; anche quando è posto in vista della procreazione, il gesto rimane privo del suo significato unitivo” (n. 6)
Esistono tuttavia tecniche di prelievo del seme eticamente accettabili anche in assenza dell'atto coniugale, come la MESA (Microsurgical Epididymal Sperm Aspiration, cfr. M.L. Di Pietro-E. Sgreccia, Procreazione assistita e fecondazione artificiale tra scienza, bioetica e diritto, La Scuola, Brescia 1999, p. 33). Questo metodo richiede l'anestesia generale del paziente* e permette di recuperare spermatozoi che non hanno, però, completato il primo ciclo di maturazione (e ciò richiede un processo di capacitazione in laboratorio abbastanza elaborato).....leggi tutto su Resistenza Laica
Dopo l'irruzione della polizia al Policlinico di Napoli su segnalazione anonima per il sospetto che fosse in corso una violazione della legge 194, mentre nel pieno rispetto della legalità si era appena effettuato un aborto terapeutico su una donna che purtroppo aveva riscontrato gravi malformazioni fetali, risulta chiaro che in Italia esiste un fortissimo rischio di deriva fondamentalista e di crisi della libertà e autoderminazione femminile. Anche se distratta dal triste spettacolo mediatico della campagna elettorale l'opinione pubblica deve essere scossa, e chi ha ancora voce per farlo deve far sentire, in modo forte e chiaro, che c'è una emergenza democratica che riguarda i diritti di scelta sul corpo e sulla procreazione da parte delle donne. Diritti che, se ristretti o negati, producono inevitabilmente una restrizione degli spazi di libertà in tutto il resto della società.
La maternità responsabile, libera e accolta, anche quella adottiva e affidataria, come un valore fondamentale dalla società, è stata uno degli orizzonti prioritari di azione e di impegno da parte dei movimenti delle donne sin dall'inizio del dopoguerra. Oggi misuriamo con sgomento la messa in discussione di un percorso di civiltà e il rischio di deriva autoritaria e di controllo bellico sul corpo delle donne (e per traslato quindi anche su quello degli uomini) simile a quella che vige in paesi dove ancora lontana è la realizzazione della laicità. L'Italia è un paese che si definisce laico, e che viene spesso guardato da chi cerca di sfuggire alla brutalità di regimi autoritari e illiberali come un approdo migliore: dopo i fatti di Napoli, e dopo che abbiamo appreso dalla tv che il motivo dell'irruzione della polizia era per 'sospetto feticidio' temiamo che questo paese non sia più un luogo sicuro per le donne, native o migranti, se un diritto sancito da una legge è così platealmente e crudelmente messo in discussione. In Italia le donne vengono violentate, picchiate e uccise nelle loro case senza alcun intervento preventivo anche quando si è al corrente di situazioni di grave pericolo, e ora le donne sanno che può bastare una anonima e mafiosa segnalazione alla polizia per vedersi arrivare, ancora doloranti per un intervento comunque sempre drammatico, le forze dell'ordine come se si fosse delle delinquenti. Cosa deve ancora accadere in Italia prima che sia troppo tardi? Credo che si debba pensare, tutte e tutti insieme, ad azioni forti che in tutto il paese, prima delle elezioni, dicano a chi si candida alla guida politica che ci sono donne e uomini che non daranno più il loro consenso a chi non garantirà, in modo inequivocabile, i diritti di scelta libera sul corpo, sulla sessualità e sulla riproduzione.
Così come non si vota chi dice sì alla guerra non si può votare chi dice sì alla limitazione dell'autodeterminazione delle donne. Se è vero che la libertà delle donne è civiltà allora è arrivato il momento di rendere visibile questa affermazione, anche con momenti collettivi di incontro e di sostegno alla laicità dello stato e alla cittadinanza sessuata.
Monica Lanfranco
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Monica Lanfranco www.monicalanfranco.it www.mareaonline.it
Confermo a nome della rete194 di Genova che la data della manifestazione è il 23 febbraio ore 16,30 a piazza de ferrari. Siamo vittime di un boicottaggio o un maldestro errore, per cui sul Secolo XIX e ripreso dal tg3 è stato dato comunicato su iniziativa di domani. Come rete saremo domani a de ferrari a volantinare il testo che metto in attach. Chiediamo di darne comunicazione.
Laura Guidetti www.mareaonline.it http://rete194.wordpress.com
SABATO 23 FEBBRAIO 2008 PIAZZA DE FERRARI ORE 16,30
MANIFESTAZIONE CITTADINA PER DIFENDERE LA LEGGE 194 DOPO L’INTERVENTO DEI NAS NEI CONSULTORI GENOVESI DOPO L’IRRUZIONE DELLA POLIZIA AL POLICLINICO DI NAPOLI – SU SEGNALAZIONE ANONIMA E SENZA ALCUN MANDATO – MENTRE NEL PIENO RISPETTO DELLA LEGALITA’ SI ERA APPENA EFFETTUATO UN ABORTO TERAPEUTICO SU UNA DONNA CHE PURTROPPO AVEVA RISCONTRATO GRAVI MALFORMAZIONI FETALI
DOPO CHE IL CORTEO DELLE DONNE E’ STATO CARICATO DALLA POLIZIA risulta chiaro che in Italia esiste un fortissimo rischio di deriva fondamentalista e di crisi della libertà e dell’autodeterminazione femminile. Non bastava la richiesta di moratoria, i tentativi di revisione in senso restrittivo della legge, l’inserimento dei dissuasori nei consultori pubblici, l’obiezione di coscienza di medici e di farmacisti: vogliono far tornare le donne nella clandestinità, perché nei servizi sanitari pubblici non possiamo sentirci più al sicuro.
C’E’ BISOGNO DI UNA FORTE MOBILITAZIONE STANNO CERCANDO DI AMMANETTARE LA LAICITA’ E LA DEMOCRAZIA
Esprimiamo solidarietà con Silvana, di Napoli, e con tutte le donne che hanno fatto scelte difficili e vengono ora tacciate come criminali.
Partecipiamo alla manifestazione indetta dalla rete 194 sabato 23 febbraio in piazza De Ferrari alle ore 16,30 e firmiamo ai banchetti l’appello per la difesa della legge 194 oppure sul blog: http://rete194.wordpress.com
Aborto, blitz della polizia nella clinica ostetrica
"Nessuna violazione della 194" Repubblica
L'unione delle donne: «Clima di intimidazione» Aborto, la polizia al Policlinico di Napoli
La denuncia dell'Udi: «Gli agenti intervenuti per un presunto feticidio. Ma era un'interruzione regolare» Corriere.it
Il Comunicato dell'UDI (Unione donne in Italia):
Nel reparto di IVG del II Policlinico di Napoli, nella serata di ieri 11 Febbraio alcuni agenti del Commissariato Arenella hanno fatto irruzione, senza alcun mandato, motivando di aver notizia di reato di "feticidio". Si trattava di un aborto terapeutico alla IV settimana regolarmente effettuato nel rispetto della legge 194 e della salute della donna che ha subito l'intervento e che ha espulso, peraltro, un feto morto. I medici, di fronte ad un inedito agire della forza pubblica, hanno tutelato la donna, ma non hanno potuto evitare il sequestro del materiale abortivo e della fotocopia della cartella (anonima) della paziente. Gli agenti hanno poi intimidito la vicina di letto della donna esortandola a testimoniare in quel momento altrimenti sarebbe stata chiamata a farlo davanti ad un giudice.
Denunciamo il clima che sta montando contro le donne, nel nostro paese e nel caso specifico in Campania, che genera procedure ai limiti della legittimità, ma soprattutto contrarie ad ogni buon senso.
La libertà femminile ha reso inevitabile l'agonia del patriarcato che, ottenebrato, mostra la sua faccia feroce contrapponendosi alle donne con l'intimidazione.
Tutte le donne, l'UDI- Unione Donne in Italia
l'Assemblea permanente delle donne di Napoli
si danno appuntamento
GIOVEDI' 14 FEBBRAIO 2008
Napoli piazza Vanvitelli alle ore 17
La nostra mobilitazione partirà da Napoli e diventerà vigilanza e presidio permanente in ogni piazza d'Italia. Autodenciamoci tutte per aver deciso nella nostra vita.
Affacciati affacciati
facci sapere quanto siamo cattivi
Affacciati affacciati
non ti stancare...
Affacciati affacciati
dicci che va a finire male
Affacciati affacciati, non ti stancare
Affacciati affacciati
benedici noi e tutti i cattivi
che continuano a seminare il male
Affacciati affacciati, dai non ti stancare
Affacciati affacciati
e facci uno dei tuoi discorsi
sulla pace universale...
Affacciati affacciati
coi tuoi gesti larghi
e con i tuoi vestiti bianchi...
Affacciati affacciati
benedici, guardaci!
guardaci... guardaci!
tanto sono quasi duemila anni
che stai a guardare...
Così cantava Bennato.Sto guardando la folla con tanto di striscioni. Non mi si venga a dire che non è una manifestazione politica. Non mi si venga a dire che "non è una prova di forza", come hanno dichiarato. Non mi si venga a dire che non vogliono imporre la loro religione. Non mi si venga a dire che siamo in uno Stato laico.
Sull'edizione locale di Repubblica ho letto una notizia che mi ha lasciato senza parole. Al S.Martino, il principale ospedale di Genova, è rimasto un solo medico a praticare l'interruzione di gravidanza. E sta per cedere, anche perchè i colleghi lo chiamano "Erode" (sic!). Negli altri ospedali genovesi, per vari motivi, il servizio è sospeso, come nel caso dell'Evangelico, per lavori di manutenzione; oppure ci sono intrallazzi con la chiesa, come nel caso del Galliera in mano all'arcivescovo e dove naturalmente tutti i medici sono obiettori. Così chi vuole praticare l'interruzione di gravidanza deve "sconfinare" a Savona, che già raccoglie le donne del ponente ligure. La campagna vaticana condotta mediaticamente dall'ateo devoto sta mietendo le prime vittime?
Ma anche senza tornare indietro di qualche secolo, o di qualche decennio con la benedizione delle dittature, due notizie di oggi. Il fondamentalismo religioso porta a questo, e noi andiamo loro dietro; non sarà una manifestazione per chiedere la condanna a morte, ma ultimamente la chiesa sta facendo di tutto per un ritorno al passato. Con il terzo millennio è iniziata un'Era che non mi piace per niente.
(una bruttissima versione, non capisco perchè nei concerti debbano rovinare dei pezzi mitici come questo...)
Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.
Sei contenta se un ladro muore o se si arresta una puttana
se la parrocchia del sacro cuore acquista una nuova campana.
Sei soddisfatta dei danni altrui ti tieni stretta i denari tuoi
assillata dal gran tormento che un giorno se li riprenda il vento.
E la domenica vestita a festa con i capi famiglia in testa
ti raduni nelle tue Chiese in ogni città, in ogni paese.
Presti ascolto all'omelia rinunciando all'osteria
così grigia così per bene, ti porti a spasso le tue catene.
Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
io non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.
Godi quando gli anormali son trattati da criminali
chiuderesti in un manicomio tutti gli zingari e gli intellettuali.
Ami ordine e disciplina, adori la tua Polizia
tranne quando deve indagare su di un bilancio fallimentare.
Sai rubare con discrezione meschinità e moderazione
alterando bilanci e conti fatture e bolle di commissione.
Sai mentire con cortesia con cinismo e vigliaccheria
hai fatto dell'ipocrisia la tua formula di poesia.
Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
io non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.
Non sopporti chi fa l'amore più di una volta alla settimana
chi lo fa per più di due ore o chi lo fa in maniera strana.
Di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista
oppure un figlio non commerciante, o peggio ancora uno comunista
Sempre pronta a spettegolare in nome del civile rispetto
sempre fissa lì a scrutare un orizzonte che si ferma al tetto.
Sempre pronta a pestar le mani a chi arranca dentro a una fossa
e sempre pronta a leccar le ossa al più ricco ed ai suoi cani.
Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia
per piccina che tu sia il vento un giorno, forse, ti spazzerà via.
Coraggio laico, censura cattolica
Le esternazioni di Andrea Rivera dal palco di S. Giovanni rivolte all'operato della Chiesa hanno suscitato subito un vespaio di reazioni e polemiche, che ancora una volta evidenziano l'influenza del potere clericale nel nostro Paese. Terroristi. Insultanti. Comizianti. Vili. E che altro ancora? Quale altra etichetta conieranno per coloro i quali hanno una posizione contraria agli interessi delle gerarchie ecclesiastiche? Sembra (usando un eufemismo) di vivere in uno stato confessionale e fondamentalista. L'ultimo atto offensivo e da crociata millenaria è la polemica sulla frase pronunciata ieri da Andrea Rivera dal palco del Concertone del Primo Maggio. Critiche che suonano come l'ennesimo rimprovero bigotto, l'ennesima ingerenza da parte dell'Osservatore Romano.... leggi tutto
Don Gallo: «Voglio bene al mio vescovo, tutta la mia condanna alle scritte e alle minacce, ma in cattedrale non entrerò più fino a quando ci saranno in chiesa gli agenti della scorta, quegli angeli custodi che servono solo ad alimentare un clima di scontro».....«Questo clima è frutto della crociata messa in moto negli anni passati dal partito di Dio, fondato da Ruini - spiega don Gallo - è in atto uno scisma silenzioso, con sempre più cattolici che sentono lontano questo modo di imporre le posizioni della chiesa, mentre Dio insegna a favorire il dialogo»...«Non credo proprio che ci sia un rischio reale per l´incolumità dell´arcivescovo - dice ancora il fondatore della comunità San Benedetto - e sono il primo a condannare le scritte e le minacce. Riconosco nell´arcivescovo il capo della mia chiesa, della chiesa che amo, ma proprio per questo mi sento umiliato come cattolico a pensare che l´arcivescovo debba essere affiancato dalle guardie mentre celebra messa, proprio per questo non metterò piede in cattedrale fino a quando ci saranno le scorte. Piuttosto mettano degli agenti col rosario in mano, perché questo sarebbe lo spirito vero della chiesa, parlare, dialogare, stare in mezzo alla gente».
Comunicato stampa, con preghiera di diffusione
Genova, 19 aprile 2007
Sta girando in questi giorni un appello, lanciato dal centro sociale Emiliano Zapata, ad esprimere il proprio dissenso all'ingerenza della chiesa nei confronti delle istituzioni repubblicane in occasione della visita a Genova del cardinale Ruini prossimamente in visita a Genova.
Pensiamo che, nel rispetto di tutte le religioni, sia giusto e leggittimo contestare i vertici della Chiesa Cattolica (la Cei), per le prese di posizione politiche che stanno assumendo in questi ultimi anni, ultime le dichiarazioni penose dell'arcivescovo Bagnasco sui Pacs (per non parlare dell'ingerenza nelle questioni cittadine, come le dichiarazioni a favore del "terzo valico").
Un offensiva sulla laicità del parlamento e di tutte le istituzioni repubblicane che riteniamo non oltre accettabile. Per questi motivi aderiamo all'appello del csoa Zapata, ed esporremo anche noi dei lenzuoli con scritto "Vergogna".
Siamo purtroppo sconcertati della presa di posizione del segretario regionale di Rifondazione comunista Giacomo Conti che sul "Corriere della sera" di oggi si allinea con il perbenismo diffuso in tema di libertà di pensiero smentendo peraltro le posizioni storicamente laiche della sinistra.
Crediamo che su questi temi non ci debba essere ambiguità, poiché la storia del risorgimento e della resistenza, e la nostra costituzione parlano chiaro.
Agostino Bertani e tutti i garibaldini
c/o Laboratorio sociale Buridda,
via Bertani 1, Genova, Pianeta t/Terra
www.buridda.org
La visita del Cardinale Ruini, già presidente della Conferenza Episcopale della Chiesa Cattolica, sta facendo cadere il dibattito pubblico a livelli mai visti prima. Alcune scritte non particolarmente offensive verso il neo Presidente della CEI, l'ex ordinario militare Angelo Bagnasco, causano un livello di isteria collettiva tale che costringe l'anziano prelato a celebrare il rito eucaristico con scorta (armata?) di body guard, presenti nel sacro recinto. Importanti esponenti della destra strepitano contro l'inaudita violenza che si scatena ogni qual volta qualcuno ritiene degna di vergogna la discriminazione sessuale o di genere; e si che loro di violenza se ne intendono, avendo coperto se non organizzato, le mattanze alla Diaz e le torture a Bolzaneto. Politici importanti e candidati sindaci si affrettano a prendere le distanze dal centro sociale Zapata per l'invito (nella piena tradizione nonviolenta) a esporre alla finestre lenzuoli che esprimano pensieri comunque legittimi. Pensieri condivisibili da chi li condivide (appunto), ma legittimi, almeno fino a quando il nostro stato non diventerà una teocrazia. Di fronte a questa tempesta in un bicchiere, mentre morti (assassini) sul lavoro, precarietà, intrighi finanziari, consumismo insidiano la famiglia ben più che il tiepido riconoscimento delle coppie di fatto, qualcuno pregherà perche' le coscienze, anche quelle degli anziani prelati, si convertano al grido che nasce dagli oppressi e dai disperati. http://versose.altervista.org/
Un altro centro sociale genovese, il Buridda, aderisce all'appello lanciato nei giorni scorsi dal centro sociale Zapata "ad esprimere il proprio dissenso all'ingerenza della chiesa nei confronti delle istituzioni repubblicane" in occasione della visita a Genova del cardinale Ruini, in programma lunedì. Lenzuola con la scritta 'vergogna' verranno perciò esposte presso la struttura.
Il clericalismo postmoderno
Nane Cantatore, 02 aprile 2007 AprileOnLine
L'offensiva della Cei non mira più soltanto ad alcuni obiettivi specifici, ma a conquistare una posizione egemonica nel dibattito pubblico e aspira al riconoscimento di un'autorità morale al di là di ogni regola democratica
L'accostamento dei Dico alla pedofilia e all'incesto è un perfetto esempio di retorica clericale, che unisce i toni grevi destinati al pubblico più retrivo a una certa sofisticazione intellettuale, che va diretta al punto debole della democrazia, o dello Stato laico, che ne è, di fatto, il sinonimo più calzante. Per la prima parte, si è fatto ricorso al solito giochino di accostare qualcosa di accettabile (appunto, i poveri Dico) a qualcosa di ripugnante, in modo da solleticare gli umori più beceri, quelli che in fondo hanno sempre pensato che "i froci sono pervertiti, i negri criminali e gli arabi spacciatori e terroristi", e che ora possono farsi forti della benedizione vescovile, secondo quel classico connubio di plebaglia e autorità che è proprio della storia ecclesiastica e dei fascismi moderni. È chiaro che le smentite e le rettifiche sono sempre pronte, ma è anche chiaro, come insegna da sempre l'arte della propaganda, che l'effetto di una calunnia è sempre superiore a quello della sua smentita.
È indubbiamente vero che sulla pedofilia la Chiesa cattolica può vantare una certa esperienza, e che l'incesto, quello vero, è una delle più gravi piaghe sociali della famiglia tradizionale, nonché uno dei suoi pilastri storici in quel meraviglioso mondo contadino in cui tutti andavano a messa, i padri comandavano e i preti dettavano la linea, ma sarebbe sbagliato fare attenzione soltanto a questo aspetto. Ciò che è forse ancora più preoccupante, infatti, è il quadro teorico a partire da cui Bagnasco è potuto arrivare a queste conclusioni: la moderna società laica avrebbe perso ogni senso di distinzione originaria tra il bene e il male, e si limiterebbe a registrare il consenso sociale su ogni tema, senza saper indicare dei valori; rispetto a questo deserto morale, la Chiesa rivendica allora la necessità di indicare con certezza dei punti di riferimento.
Tanto per cambiare, la fonte di questa certezza sarebbe, come al solito, la natura stessa, intesa nel classico senso teologico di metafisica del reale, in cui la certezza dell'esistenza di Dio porrebbe la vita nel suo significato più autentico, di dono divino e di apertura alla trascendenza. Il pensiero laico, privo di questa certezza fondamentale, si sarebbe arreso a un relativismo senza speranza e senza senso, ostaggio di un agire democratico ridotto a formalismo e di una scienza ridotta a tecnologia.
Tutto ciò significa, in primo luogo, che i vescovi vogliono che le leggi seguano un'ispirazione morale univoca, il che è contiguo con la dottrina dello Stato totalitario e opposto a ogni concezione democratica, che vede proprio nella libera discussione pubblica delle diverse istanze lo spazio di ogni rappresentanza e mediazione, e che apre questo spazio rinunciando a qualsiasi morale preconcetta, salvo le norme che ne rendono possibile l'agibilità. È per questo che uno Stato democratico fa propria la dichiarazione dei diritti dell'uomo, che stabilisce le condizioni oggettive a partire da cui la formazione del consenso e il governo della cosa pubblica trovano la loro legittimazione; ma tutto ciò si fonda, a sua volta, su una chiara assunzione di responsabilità, vale a dire sulla condizione fondante di ogni etica, che è tale solo se libera.
Questo paradigma culturale è quello su cui si fonda l'Occidente moderno, che ha cercato di porre fine ai dispotismi e alle ineguaglianze, e si dovrebbe incominciare a ribadire che i totalitarismi non sono il prodotto della modernità ma il suo rifiuto. Solo che ciò richiede una capacità di misurarsi davvero con le questioni in gioco, abbandonando le leziosità postmoderne e il disimpegno culturale di questi ultimi anni. Se c'è qualcosa di vero nella critica clericale al relativismo, esso si trova proprio nella faciloneria con cui si sono date per scontate libertà e democrazia, e con cui si è deciso che era meglio venire a patti con la realtà che cercare di cambiarla. La tendenza al compromesso, alla conservazione dell'esistente, ai toni sempre pacati è il punto di debolezza delle nostre società. Da qualche tempo, abbiamo lasciato il campo ai preti, ai guerrafondai e ai razzisti: è il momento di mostrare che non sono loro a rappresentare la nostra società e la nostra civiltà.
Mentre in Italia abbiamo a che fare con certi personaggi sui quali vi risparmio i commenti, nella vecchia Inghilterra è iniziata la caccia alle streghe....