domenica, maggio 25, 2008

No nuke



Questo è il fotogramma di un video che riprende, tra l'altro, le manifestazioni antinucleare di Trino Vercellese e di Caorso del 1986. Allora si dava per scontato che di questa follia non se ne sarebbe più parlato. Invece, nell'anno del Signore (o del Cavaliere che dir si voglia) 2008, il discorso ritorna quanto mai di estrema attualità. Si ricomincia.

Un appunto scritto da due rappresentanti di Legambiente Liguria:

Sfatiamo alcuni dei luoghi comuni sull'energia nucleare.
Ci vogliono far credere che vi siano solo benefici dalla produzione energetica da fonte nucleare.
Che questa sia una fonte rinnovabile e che quello di "nuova generazione" non avrà problemi di approvvigionamento di Uranio. Una fonte sicura, pulita, che aiuta a diminuire il surriscaldamento del pianeta e che sia economica rispetto ad altre fonti.
Sfatiamo alcuni di queste posizioni, che rendono ideologico l'approccio pro nucleare, affermando, senza paura di poter essere smentiti, che l' Uranio esiste in natura in quantità finite e non può essere considerata fonte rinnovabile e che il suo esaurimento, al ritmo produttivo attuale, è stimato in 70 anni. Tantomeno si può affermare che la produzione da fonte nucleare sia "sicura". Sicurezza intrinseca non significa aumentare i livelli e punti di controllo in un reattore ma avere reattori in grado di spegnersi automaticamente in caso di perdita del liquido refrigerante. Non ci risulta che la ricerca sviluppata dal consorzio Genration IV, cui partecipa anche l'Italia attraverso Euratom, abbia portato a risultati accettabili sulla sicurezza intrinseca. Il problema irrisolto delle scorie radioattive non lo rende certo "pulito" e se è vero che non produce emissioni clima alteranti, agli attuali tempi di realizzazione non potrà certo concorrere a ridurre il surriscaldamento del pianeta in atto.
I dubbi sull'economicità dell'investimento nucleare e sul basso costo d'acquisto dell'elettricità prodotta sono tangibili rispetto all'unico nuovo reattore da 1600 MW in costruzione attualmente in Finlandia. Questo ha già due anni di ritardo rispetto alla consegna prevista, slitatta dal 2009 al 2011, e il costo della centrale è lievitato in pochi anni dai due ai tre miliardi di euro, più o meno quattro volte il costo di una centrale a gas metano a ciclo combinato di pari potenza. Come conseguenza i costi del chilowattora prodotti lieviteranno anch'essi. Una ricerca del Massachusset Institute of Technology (nel rapporto "The future of nuclear power") rileva che il costo del chilowattora nucleare sia superiore del 30% rispetto a quello prodotto dal gas.
Grazie al referendum del 1987 siamo usciti dalle incertezze che il nucleare portava con se, oggi, con le proposte del neo Ministro Scajola rischiamo di fare un lungo passo indietro.
Ma quali popolazioni saranno disponibili ad ospitare centrali atomiche e siti di stoccaggio dei materiali radioattivi sui propri territori? Voi sareste disponibili?
Stefano Sarti
Presidente Legambiente Liguria
Santo Grammatico
Coordinatore Generale Legambiente Liguria
llewal alle 11:22 in: politica, ambiente, ecologia, nucleare
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mercoledì, maggio 21, 2008

Rifiuti in Campania

Da forum ambientalista di Napoli

Rifiuti in Campania – 21 maggio 2008
di Gianni Palumbo e Ciro Pesacane
Direzione Nazionale Forum Ambientalista

Lo sanno tutti, l’emergenza non finisce col Consiglio dei Ministri di oggi a Napoli, così come tutti sapevano che non sarebbe finita col periodo di Commissariamento di Gianni De Gennaro, rispetto al quale nessuno, dell’allora Governo Prodi, levò un grido di indignazione per i fatti che tutti conosciamo e che avevano coinvolto l’ex capo della polizia, più volte premiato dopo i tragici eventi di Genova. Oggi nel mentre tutti si affrettano a criticare la Spagna di Zapatero, (mentre dopo le elezioni ci si affannava a chi più somigliava al premier spagnolo) avremmo molto da imparare dai nostri cugini mediterranei in quanto a gestione dei rifiuti ma preferiamo contorcerci continuando a perseverare in scelte sbagliate.
Napoli sta scoppiando, letteralmente, e la manifestazione-corteo di oggi convocata dalla “rete campana salute e ambiente” chiede una maggiore comprensione delle dinamiche che hanno indotto i vari governi (nazionali e locali) ad utilizzare le medesime strategie fino alla attuale, insostenibile, situazione che, non a caso, fa leva su un’idea di repressione che garantisce alcune modalità che il nuovo Governo, anche per la presenza della Lega Nord, desidera subito attuare, tutto muscoli ed efficienza.
I cittadini e i movimenti sono decisi a rivendicare un altro modello di gestione, quello della raccolta differenziata porta a porta, l’unica in grado di risolvere davvero il drammatico problema dei rifiuti, l’unico a sottrarre spazio alla camorra che pilota la necessità di semplificazione delle pratiche per la realizzazione degli inceneritori. Dalle megadiscariche agli inceneritori cambia il processo ma rimangono inalterate le pratiche deleterie che allontanano la soluzione reale dei problemi, salute in primo piano. La diossina bruciata passerà dalle strade ai camini ma non cambierà le sorti dei territori che si pretende vengano esautorati dalla possibilità di decidere.
Le stesse discariche sono presidiate da gente comune, come il parroco della Chiesa di San Vito di Eboli che -con centinaia di persone- vorrebbe evitare l’ennesima violenza alla piana del Sele.
Nessuno che trovi il coraggio di affermare l’inizio di una buona pratica che tutti (o quasi) vorrebbero: quella più volte citata raccolta porta a porta che renderebbe protagonisti assoluti i cittadini e la partecipazione democratica utile a sottrarre il terreno alla pratica mafiosa, clientelare e violentatrice di territori, e laboriosa costruttrice di discariche ed inceneritori, realizzati in salsa prodiana o berlusconiana a seconda delle stagioni. Sulla irrisolta questione energetica, la chicca con cui si è congedato il governo Prodi è stata quella relativa al CIP6, balzello pagato per anni dagli italiani, che adesso dovrebbe, nella volontà e continuità dei governi, trovare forma negli inceneritori campani in virtù di una emergenza artificiale che serviva, ieri come oggi, a fare del nostro sud la discarica industriale di quel nord opulento che potrà finalmente, complice la camorra, chiudere il ciclo costruendo i nocivi “termovalorizzatori”, con buona pace della democrazia e della volontà popolare.
Alle porte vi è l’estate che con il caldo porterà, nell’atmosfera partenopea, altri gravi problemi se non si fa in fretta, una fretta sollecitata anche dal Commissario Europeo all’ambiente Stravros Dimas per evitare gravi rischi alla salute e all’ambiente, e che suggerirebbe di risolvere nella maniera più adeguata possibile la complessa questione che si articola anche nella necessità di una rapida dismissione della classe dirigente campana che ha definitivamente reso evidente, come fosse un traguardo al contrario, il proprio completo fallimento. Un centro-sinistra incompetente, incapace e drammaticamente parte integrante di un problema che si trascina da troppo tempo.
llewal alle 11:09 in: politica, ambiente, ecologia, repressione
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domenica, maggio 04, 2008

Arriva il Papa, alberi rasi al suolo

....In segreto hanno compiuto questo scempio di alberi che fornivano ossigeno e ombra in una zona trafficata della città: davvero una brutta decisione. Neppure per il G8 si erano tagliati alberi per la sicurezza… anzi per abbellire erano state aggiunte delle piante dove non esistevano. Si può pensare che questo grave fatto sia una misura che entra nei dispositivi primari di sicurezza per la visita del Papa? Il questore Salvatore Pesenti aveva nei giorni scorsi parlato di misure speciali anche alla luce di cortei, ma arrivare a questo tipo di decisione irrispettosa della natura, del paesaggio urbanistico ed in spregio alle elementari norme del buon governo, informando i cittadini di queste decisioni non ricordo di averle mai viste. Andiamo di male in peggio. Se Papa Benedetto XVI viene a parlarci di rispetto della vita, questa è una lezione che va in senso opposto....leggi tutto su Mentelocale
llewal alle 19:10 in: politica, ambiente, ecologia, genova, no vat
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mercoledì, aprile 23, 2008

Rete di donne e uomini per l'Ecologia, il Femminismo, la Nonviolenza

Documento finale dopo l'assemblea del 19 aprile 2008:

Scopi

Scopo principale della Rete è dare una risposta all'abisso che divide il Palazzo dalla popolazione, per uscire dal fatalismo del "non si può fare nulla" contro le continue guerre, le devastazioni ambientali, il maschilismo, le mafie, il razzismo, la violenza sugli animali, le sopraffazioni e le ingiustizie che negano la dignità di tutti gli esseri umani.

Vogliamo costruire, mettendo in comune i patrimoni di competenze e conoscenze, con concretezza, inclusione, democrazia dal basso e rispetto reciproco, una Rete che:

- colleghi e rafforzi, nella reciproca autonomia, le moltissime esperienze locali di volontariato impegnate su ambiente, salute, pace, diritti e solidarietà e, partendo da esse,

- elabori iniziative comuni, anche nazionali, articolate in ambiti locali e regionali, a partire da iniziative per la qualità della vita, il verde ecc. nelle città sabato 4 ottobre (san Francesco, festa degli alberi) e iniziative contro le basi militari in occasione del 4 novembre (giornate delle Forze Armate, "non festa ma lutto")

- prepari (dove riusciremo a creare le condizioni necessarie) anche una presenza diretta del movimento nelle istituzioni, a partire dai quartieri e dai comuni, fino alla dimensione europea, attraverso la costruzione di liste elettorali pulitissime, fatte da uomini e donne coraggiose, disinteressate, nonviolente e competenti.

Partecipanti

Partecipano alla Rete i comitati, le associazioni senza scopo di lucro e le singole persone che:

- si occupano concretamente, di problemi ambientali, della salute, della pace, dei diritti, dell'emarginazione

- condividono, nel cammino verso una società nonviolenta ( in alternativa all'attuale modello di sviluppo violento, coloniale, consumista e insostenibile) un programma comune che si basi su:

1. decrescita e ricerca del benessere nella sobrietà,

2. energia solare e rinnovabile, risparmio e bioarchitettura per diventare indipendenti dai combustibili fossili, dagli inceneritori, dal ricatto nucleare e dalle emissioni di gas serra e di polveri cancerogene

3. difesa della democrazia e suo ampliamento verso il potere dal basso,

4. smilitarizzazione del territorio, con riduzione delle spese militari, abbandono di armamenti offensivi e basi usa, nucleari e non, creazione di un corpo civile di pace europeo

5. società solidale e aperta alle diversità, nel rispetto delle regole di convivenza; con un particolare impegno all'educazione al genere ed al rispetto tra i generi; apertura alle varie culture, che non possono negare alle donne i loro diritti umani.

6. amicizia con gli altri animali, difendendoli da ogni violenza gratuita

7. difesa dei diritti, sanciti dalla Costituzione, in tema di lavoro, sia dipendente che autonomo

8. tutela del territorio agricolo e urbano da interventi di selvaggia cementificazione

9. valorizzazione dei beni comuni acqua, aria, paesaggio, foreste, culture locali.

Regole comuni

I partecipanti alla Rete si impegnano a rispettare alcune regole comuni di comportamento:

1. massimo rispetto e applicazione, in ogni situazione, del metodo e principio della nonviolenza, sia nei rapporti interni alla Rete, che nelle lotte, nel linguaggio e nel proprio stile di vita.

2. convocazione pubblica delle riunioni, con periodicità fissa (salvo emergenze) e in luoghi aperti al pubblico, per favorire la partecipazione degli interessati; metodo di decisione del massimo consenso

3. nel caso di presentazione di liste elettorali, meccanismi chiari che impediscano la politica come professione, arricchimento e mondo separato dal resto della società

Primi strumenti della Rete

- utilizzo del quotidiano telematico "La nonviolenza in cammino"

- lista di discussione "Donne e uomini per ecologia e nonviolenza"

, aperta a chiunque voglia collaborare (senza filtri se non per frasi offensive o violente), senza escludere, in futuro, un sito web della Rete e/o un suo blog.

- valorizzazione dei siti web esistenti utili a comitati/associazio
ni/persone per le iniziative, cercando di far conoscere, utilizzare ed eventualmente migliorare gli strumenti esistenti.

- creazione, dove possibile, di coordinamenti regionali (o provinciali) con i recapiti degli aderenti, per rendere operativa la Rete in sede locale ed allargare i contatti e la partecipazione di altri soggetti.

- riunioni nazionali: da decidere se ci si ritrova a Bologna il 14 giugno

llewal alle 10:27 in: politica, ecologia, pacifismo, diritti umani
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venerdì, aprile 11, 2008

No TAV

Berlusconi:
"Lo stato deve usare la sua forza e la sua autorità per far rispettare i diritti di tutti i cittadini, non può una minoranza organizzata, con dei pretesti, cercare di fare ciò che è stato fatto e che si fa bloccando un aeroporto, un’autostrada, una ferrovia. Tutte queste cose - ha concluso - in una democrazia, in uno stato di diritto, non possono esistere»." La Stampa del 31/3/2008

Veltroni:
"riporterò l'Italia in Europa «Il Terzo valico ferroviario io lo farò»" Dal Secolo XIX dell'8/4/2008

Dedicato a quelli che non sanno o a quelli che credono che raccontiamo solo storie o a quelli che sanno ma fanno finta di non sapere...buona visione

 
llewal alle 20:55 in: politica, ecologia, repressione, no tav
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mercoledì, marzo 26, 2008

Genova, incontro con Vittorio Agnoletto

Sinistra Arcobaleno e Movimenti

Conversazione con Vittorio Agnoletto, europarlamentare, gia' portavoce del Genoa Social Forum

Nonviolenza, Decrescita, Territori, Solidarieta', Autodeterminazione, Autonomia dei Movimenti, Beni e Servizi Comuni alla sfida della politica

Venerdi 28 marzo 2008
- ore 18 banchetto/presidio in corso Italia (di fronte al forte San Giuliano):"La Sinistra-l'arcobaleno e Genova 2001"; musica, letture e riflessioni.
- ore 20,30 cena di autofinanziamento nella sede del Forum per la sinistra europea-soc.XXI, via Assarotti 3/14.
- ore 21/21,30 conversazione/dibattito.


"Nei 18 mesi di governo l'ala sinistra della coalizione ha fornito una prova di fedeltà verso il programma comune precedentemente sottoscritto che l'ha condotta sull'orlo del suicidio, grazie alla spudorata infedeltà mostrata dagli alleati. Dalla permanenza nella missione in Afghanistan, al vertiginoso aumento delle spese militari, dalla presentazione del progetto TAV all'Unione Europea agli scalini sulle pensioni, dall'accordo sul welfare alla base Dal Molin, dalle promozioni di De Gennaro alla mancata commissione d'inchiesta su Genova, uno dopo l'altro sono stati sacrificati tutti i principali contenuti che giustificavano la presenza della sinistra politica nel governo. Ed è stato sacrificato anche il rapporto con i movimenti e con le aree più impegnate della sinistra sociale. Oggi si torna a votare con la medesima legge elettorale, senza alcuna norma sul conflitto d'interessi e senza alcuna legge di riordino dell'emittenza radiotelevisiva. Ammettere senza perifrasi il fallimento del governo Prodi costituisce non solo un'opera di verità, ma anche un'indispensabile azione per poter provare a ripartire su un percorso differente. In questi due anni di governo la responsabilità di evitare un ritorno di Berlusconi è stata lasciata interamente sulle spalle della Sinistra; infatti i giochi che hanno preceduto l'apertura formale della crisi politica e le modalità con le quali il PD ha scelto di affrontare in (semi)solitudine il confronto elettorale non lasciano dubbi a questo proposito. Berlusconi è stato sdoganato, la sua anomalia e pericolosità sono d'incanto scomparse; per il PD è un interlocutore politico come tanti altri. Da questo drammatico precipitare degli eventi sembra almeno emergere un aspetto positivo: le imminenti elezioni hanno obbligato i gruppi dirigenti delle quattro formazioni a sinistra del PD ad accelerare la costruzione di un soggetto unitario: “la Sinistra, l' Arcobaleno”. La ricostruzione di un soggetto di sinistra ampio e rispettoso del pluralismo al suo interno è un'esigenza avvertita da tempo tra le mille realtà della sinistra sociale diffusa che, ad esempio, hanno organizzato il 10 febbraio a Roma l'assemblea autoconvocata. Non vi è dubbio che il percorso avviato corrisponde poco alle attese di molti di noi. La scadenza elettorale infatti fornisce un ulteriore alibi a coloro che già precedentemente avevano mostrato di essere poco inclini ad un percorso che irrompesse fuori dalle mura dei quattro partiti. Le realtà di movimento e della società civile, tanto corteggiate a parole, sembrano nei fatti essere lasciate ai margini. Questo mi pare sia evidente. Ma sarebbe profondamente sbagliato reagire abbandonando a se stesso questo progetto, ritirandosi nell'Aventino della lotta sociale e culturale. Ritengo che, nonostante tutto, vi sia l'inderogabile necessità di un soggetto politico plurale ed ampio a sinistra; superate le elezioni il dibattito dovrà per forza riaprirsi e si dovrà fare tutto il possibile per modificare il percorso avviato e per segnarlo in modo ben più profondo attraverso una reale apertura alle istanze dei movimenti e dei settori più attivi della società civile. Se vogliamo provare a recuperare i tanti, tantissimi, che, giustamente delusi dalla prova di governo, oggi pensano di astenersi dobbiamo non solo ammettere onestamente gli errori compiuti in questi 18 mesi, ma anche spiegare chiaramente quali sono state le responsabilità degli attuali leader del PD nel bloccare qualunque scelta di sinistra: dalle droghe all'immigrazione, dai Dico alla redistribuzione sociale delle risorse. Individuarne le responsabilità per evidenziarne i legami sociali ai quali, non da oggi, fanno riferimento. Senza quest'opera di verità risulterebbe ancor più incomprensibile spiegare il fallimento del governo Prodi. Se non esplicitiamo fino in fondo i contenuti che ci separano dal programma del PD e dai 12 punti di Veltroni saremo destinati a soccombere di fronte al richiamo al voto utile, nonostante la sue evidente strumentalità: prima il PD contribuisce ad affossare Prodi, poi sceglie di andare da solo e quindi agita il richiamo al voto antiberlusconiano. Ma non è sufficiente svelare il cinismo di questa operazione: è necessario rendere visibile la nostra idea differente di società, spiegare come la nostra scelta antiliberista si discosti profondamente da chi pensa che il liberismo, le sue strutture di comando e le sue rigidità economiche, siano l'unico mondo possibile e che il terreno del contendere sia limitato a chi debba sedere ai posti di comando della macchina liberista considerata immodificabile. La candidatura di Massimo Calearo, ex presidente di Federmeccanica disvela, non solo simbolicamente, questa convinzione profondamente radicata nel gruppo dirigente del PD. Ci aspetta un lavoro molto difficile e certamente non possiamo negare a noi stessi la sensazione che un'occasione sia stata sprecata, che tante speranze siano state bruciate. Ma lasciare che la Sinistra Arcobaleno precipiti non fa bene a nessuno di noi. Certo un' elezione non è mai l'ultima spiaggia, ma se riuscissimo almeno a non farci del male da soli sarebbe meglio. Credo."
llewal alle 11:50 in: politica, ecologia, appuntamenti, genova, diritti umani, g8
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mercoledì, marzo 19, 2008

Genova, conferenza stampa

CONFERENZA STAMPA: tutti i movimenti dell'Arcobaleno e aperitivo

Giovedi 20 marzo 2008 alle ore 12.30
presso la Casa della Sinistra "Thomas Sankara"
via Assarotti 3/14 (ultimo piano)

verranno presentati le candidature genovesi nelle liste della Sinistra l'Arcobaleno provenienti dalla societa' civile, i movimenti sociali, le lotte per il territorio.

Saranno presenti:

Rita Lavaggi, impegnata nel comitato per la difesa del parco di Villa Rosa a Genova e attiva nei movimenti per la Sinistra Europea

Maristella Mameli, attiva nei movimenti contro l'inceneritore di Scarpino e nei progetti di aumento di raccolta differenziata, consigliere municpale di Genova Medio Ponente

Irene Ravera, impegnata nei movimenti giovanili e femministi, consigliere municipale di Genova Medio Levante

Ennio Cirnigliaro, attivo nei movimenti sociali della Val Polcevera e impegnato nelle lotte per l'ammodernamento della rete ferroviaria genovese, contro la TAV (Terzo Valico)

Antonio Bruno, pacifista, impegnato nelle lotte territoriali per un nuovo modello di sviluppo e per i diritti umani e la legalita' (G8 Genova luglio 2001).
llewal alle 11:19 in: politica, ecologia, appuntamenti, genova, diritti umani
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sabato, gennaio 19, 2008

WORLD SOCIAL FORUM 2008 - another world is possible





 26 gennaio 2008
Giornata di azione globale
del Forum Sociale Mondiale


Azioni locali in Italia

Chi ?

La Chiamata globale all'azione chiede ai movimenti sociali e alla società civile di tutto il mondo di mobilitarsi insieme per una set Leggi tutto

Cosa e perché?

Ogni gruppo auto-organizzato di movimenti, associazioni, reti, decide indipendentemente come organizzare la propria iniziativa pubblica e quali temi, forme e collegamenti in Leggi tutto

Come ?

Come utilizzare questo sito e coinvolgersi attivamente
Partecipa... e Trova, Collabora, Presenta, Prepara, Mostra, Collega le tue azioni Leggi tutto


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mercoledì, gennaio 09, 2008

Comunicato stampa di Vittorio Agnoletto

Rifiuti, sulla nomina di De Gennaro

AGNOLETTO: «INACCETTABILE CHE IL GOVERNO DIA NUOVA FIDUCIA AD UNA PERSONA SOTTO INCHIESTA PER I FATTI DEL G8»

Milano, 9 gennaio 2008 - «É assolutamente inaccettabile che il Governo dia nuova fiducia ad una persona sotto inchiesta per i fatti del G8 di Genova con l'accusa di aver tradito proprio la fiducia che lo Stato e il Paese avevano riposto in lui come capo della Polizia». Questo il commento di Vittorio Agnoletto, eurodeputato della Sinistra Europea, già portavoce del Genoa Social Forum ai tempi del G8 di Genova, sulla nomina di Gianni De Gennaro a commissario straordinario per i rifiuti. «É possibile che non ci fosse nessuna altra persona degna e capace di ricoprire tale incarico che non fosse accusata di aver compiuto reati? È incredibile – continua Agnoletto - che attorno a questo nuovo attestato di fiducia ci sia la pressochè unanimità degli schieramenti politici, come a dire che indipendentemente dai suoi comportamenti De Gennaro merita sempre incarichi di prestigio, come se per lui non valessero le leggi che valgono per tutti. Stiamo parlando di un possibile imputato nell'inchiesta sul G8. Il ruolo affidato a De Gennaro è di estrema delicatezza anche nella gestione dell'ordine pubblico.
Il rischio è che replicando quanto già fatto a Genova, dove i black block agirono e se ne andarono indisturbati e a pagare furono i pacifisti, anche in Campania a venire colpita sia la popolazione pacifica di Pianura, che ha deciso di protestare per difendere i suoi diritti, e non i facinorosi al soldo della camorra».

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lunedì, settembre 17, 2007

La Sindaco

La Sindaco di Genova, come suole farsi chiamare, dice che:

Si farà, anche se controvoglia, il golf dell´Acquasanta «perché il progetto è troppo avanti, c´è l´assenso della precedente giunta e noi non possiamo fare più nulla, inutile che si muovano i comitati»

L'acqua scarseggia sempre più, stiamo andando incontro ad un periodo di siccità, piove sempre meno, ed ecco cosa studiano certe menti eccelse:

llewal alle 22:05 in: politica, ecologia, genova
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giovedì, settembre 06, 2007

Irresponsabili?

Leggo su Nuova Ecologia di un Di Pietro che dice sulla TAV: «Se perdiamo questo treno non riusciremo a fare nient'altro. Qui si decidono i destini del nostro sviluppo». Prosegue poi: «Il mio impegno è continuamente ostacolato dalla sinistra massimalista e verde. Spero che non continuino con atti irresponsabili e che, se non c'é un accordo, Romano Prodi decida d'autorità». Infine: ...E Di Pietro continua spiegando il profondo gap tra l'Italia e l'Europa: «Da noi costa cinque volte di più che all'estero, 40 milioni di euro al chilometro contro otto».
Chi è l'irresponsabile?
llewal alle 13:45 in: politica, ecologia, tav
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domenica, maggio 13, 2007

Un anno fa....

Un anno fa il sospiro di sollievo, abbiamo vinto le elezioni anche se per una manciata di voti, scongiurati altri cinque anni di dittatura...il cambiamento, aria di libertà, tanti progetti, il programma sottoscritto dopo una lunghissima gestazione, entusiasmo...sono passati i mesi, inizialmente qualche dubbio, poi, con l'andare del tempo,  una certezza: NON E' CAMBIATO UN CAZZO!!!!!!!!!!!!!!!!!
Infatti, oggi come ieri, dobbiamo leggere notizie come questa (ma l'elenco sarebbe lunghissimo):


Da Venaus a Serre: Una storia che si ripete
Mentre la febbre del Family Day sta catalizzando l’attenzione dell’opinione pubblica, che si divide fra fautori e detrattori del penoso siparietto in programma nelle piazze romane, il governo si muove nell’ombra al di fuori della legge, ma anche di quell’attenzione mediatica che preferisce occuparsi di “teatro” anziché della drammatica realtà del nostro paese. A Serre, nel salernitano, in quella Campania che la camorra di governo ed il governo di camorra hanno ridotto ad un immenso immondezzaio straripante di veleni e sostanze tossiche, dove le patologie tumorali hanno un’incidenza così alta fra la popolazione da suscitare l’attenzione dei ricercatori scientifici internazionali ma non quella di chi sarebbe deputato ad amministrare il territorio, si sta consumando l’ennesimo atto di una lunga saga di prevaricazioni.
Proprio nei pressi di Serre, un paese di 4000 anime in provincia di Salerno, il Commissario straordinario Bertolaso aveva deciso di costruire una delle 4 discariche che dovrebbero liberare il napoletano dal marasma maleodorante di spazzatura conseguente ad una gestione delinquenziale dello smaltimento dei rifiuti, il cui ricco business è stato oggetto di spartizione fra i clan camorristici e la Fibe s.p.a. del Gruppo Impregilo, in un sodalizio ormai di vecchia data con gli uomini della politica. Nei propositi di Bertolaso la discarica di Valle della Masseria avrebbe dovuto sorgere all’interno di un’oasi di protezione faunistica (area SIC) con svariati vincoli ambientali che si affaccia sul fiume Sele, in tutto e per tutto non compatibile con un’opera di questo genere.
Già nel mese di marzo le forze dell’ordine tentarono di sgomberare con la forza il presidio spontaneo dei cittadini che, insieme al loro sindaco Palmiro Cornetta, si opponevano pacificamente ma con fermezza all’ennesimo scempio ambientale in un territorio già pesantemente martoriato. I manganelli calarono come già accaduto in Val di Susa sulla popolazione inerme ma Bertolaso fu costretto a desistere dal suo proposito. Il Comune di Serre fece ricorso al Tribunale di Salerno e alla fine di aprile il giudice Antonio Valitutti ordinò al Commissario di Governo per l’emergenza rifiuti in Campania, di astenersi dalla costruzione dell’opera, ritenendo il sito non idoneo ad un impiego di questo tipo in virtù del suo valore ambientale. E nell’ordinanza affidò al comando provinciale dei Carabinieri di Salerno il compito di garantire la sicurezza ed il rispetto dell’ordinanza stessa.
Venerdì 11 maggio il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge concernente l’emergenza rifiuti in Campania che di fatto ripropone la discarica di Serre senza curarsi della decisione del Tribunale di Salerno, rendendo pienamente l’idea del grado di sfrontatezza con il quale la politica ormai abitualmente si rapporta tanto con la legalità quanto con i diritti dei cittadini. Da ieri pomeriggio Serre è una città fantasma, con gli esercizi commerciali chiusi e la popolazione accorsa a presidiare quel sito la cui integrità dovrebbe essere per legge garantita dai carabinieri. Da ieri pomeriggio il governo ha inviato oltre un migliaio di uomini delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa che hanno già tentato un paio di volte senza successo di forzare il cordone dei presidianti per consentire l’accesso delle ruspe.
Cambiano i governi ma non cambia l’arroganza della politica e ancora una volta, come nel dicembre 2005 a Venaus, i cittadini si ritrovano accanto ai propri sindaci per difendere l’ambiente in cui vivono ed il loro diritto ad entrare nel merito delle decisioni che li riguardano. Ancora una volta, come in Valle di Susa, la polizia, i manganelli e gli elicotteri vengono contrapposti alla popolazione pacifica che insieme alle autorità locali sta cercando di far valere i propri diritti, in questo caso oltretutto sanciti da una sentenza del Tribunale. Polizia contro cittadini e sindaci, Governo contro Magistratura, Stato contro Stato in una situazione parossistica che rischia di farsi sempre più incandescente, mentre il circo dell’informazione è impegnato a tenere il conto delle presenze a quel grande evento folkloristico che sarà il Family Day.
Marco Cedolin per Cani Sciolti
llewal alle 11:50 in: politica, giustizia, ecologia, diritti umani, repressione
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mercoledì, gennaio 17, 2007

Sinistra, dove sei?
Uno spettro si aggira per il pianeta - lo spettro della crisi ambientale, climatica, energetica, demografica. Tutte le potenze del vecchio pianeta fanno finta che questa crisi non sia in atto e continuano a inneggiare alla crescita come alla panacea per ogni nostro male, intendendo per crescita l'incremento dei consumi, generatore - a loro dire - di lavoro, di sviluppo e, quindi, di benessere....AprileOnLine
llewal alle 11:33 in: ecologia
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domenica, gennaio 14, 2007

Eppure il vento soffia ancora....
Era verso la fine di dicembre. Durante la rituale passeggiata con Stella su per la creuza, sento un cri-cri...un cicalino? Una qualche diavoleria elettronica? No, è proprio...un grillo a dicembre?????
Pochi giorni fa, al risveglio dalla pennichella, il ticchettio della pioggia in giardino e...cra-cra-cra...una rana a gennaio?????
Ma la più bella, ieri. Sempre durante il giretto con Stella, mentre gioca nell'erba, mi cade lo sguardo su qualcosa di rosso...un pezzo di carta? Plastica? No, è...un...papavero a gennaio?????
Poi leggo: "I fondali del Mar Ligure si stanno tropicalizzando, arrivano i barracuda" e mi convinco di non avere avuto allucinazioni.
Eppure il vento soffia ancora....
llewal alle 11:24 in: ecologia
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venerdì, gennaio 05, 2007

Petardi, razzi & affini
L'incendio che ha distrutto 400 ettari di bosco nel Savonese da cosa è stato provocato? Da un....che ha lanciato tre razzi: due di questi, la notte di san Silvestro, sono esplosi in aria, un terzo invece avrebbe raggiunto il bosco vicino, provocando l’incendio. Una donna dispersa e probabilmente morta (le ricerche hanno dato esito negativo) e... gli Invisibili: Tra le vittime degli incendi di Quiliano e Alassio anche milioni di animali. L'Enpa, l'Ente nazionale per la protezione degli animali, ha calcolato che hanno perso la vita almeno cinque milioni di insetti, 10 mila fra rettili ed uccelli e circa duecento mammiferi. Per cosa? Ha "festeggiato" bene l'amico? Intanto, qui non è ancora finita, ogni tanto qualcuno fa scoppiare imperterrito il suo botto, per la felicità di Stella e di tutti i cani e gatti del quartiere.
llewal alle 21:07 in: animali, ecologia
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giovedì, gennaio 04, 2007

Non è più catastrofismo diffuso da ecologisti fondamentalisti. Hanno sempre preso in ridere certi avvertimenti, ed ora...

Si alza il mare scompare un'isola
Golfo del Bengala, l'innalzamento del mare ha cancellato Lohachara. Evacuati 10.000 abitanti
Lohachara, piccola isola nella Baia del Bengala, è stata risucchiata nel gorgo dell'oceano in crescita e i suoi abitanti sono stati evacuati. È il primo lembo di terra ferma che paga il prezzo prodotto dal bombardamento di carbonio in cielo.
Il cambiamento climatico ha cominciato a mutare le carte geografiche partendo da uno dei luoghi più popolati del pianeta. Là dove il Gange e il Brahmaputra si gettano nella Baia del Bengala è sparita Lohachara, diecimila persone evacuate, la prima isola abitata risucchiata nel gorgo del mare in crescita, la prima terra pagata come "danno collaterale" prodotto dal bombardamento di carbonio in cielo.
La notizia rimbalza dal sito del giornale inglese The Independent e segue il calvario degli isolotti già conquistati per giorni o settimane dall'oceano che si alza rabbioso: non una risalita lineare, ma ondate violente che cadono come un colpo di frusta sugli atolli dell'oceano Indiano e del Pacifico sconvolgendo i villaggi, i campi, le riserve di acqua dolce.
Un'invasione che mette alla prova la sopravvivenza fisica e psicologica degli abitanti. Quanto è possibile sopportare? Quando è ora di arrendersi? Nelle isole Tuvalu l'esasperazione ha portato 12 mila abitanti a un passo dalla fuga, dall'esilio volontario: hanno già chiesto asilo ambientale alla Nuova Zelanda e presto se ne andranno perché sanno di non poter più fermare il mare.
Negli arcipelaghi più ricchi, come le Hawaii, si difendono ancora divorando le isole meno redditizie a favore di quelle con più sdraio e ombrelloni. Spostano la sabbia da un punto all'altro per costruire i sea walls, muri che, anno dopo anno, si rivelano sempre più fragili e precari: un breve rinvio della crisi più che una soluzione.
L'oceano Indiano, con la sua temperatura particolarmente alta, fa da apripista alla risalita degli oceani guadagnando in alcune zone anche il doppio della media globale che ormai viaggia sopra i 3 millimetri di crescita annuale. Solo nel Golfo del Bengala, assieme alle 400 tigri che stanno per passare dall'estinzione potenziale all'estinzione di fatto, sono a rischio immediato una dozzina di isole abitate da 70 mila persone.
E' l'avanguardia dell'esercito dei profughi ambientali che sta per mettersi in campo. Nel raggio di cento chilometri dalla costa vivono oggi un miliardo e 200 milioni di persone, che nel 2080 raddoppieranno o triplicheranno. Secondo i calcoli di Robert Nicholls, uno dei ricercatori che da più tempo lavorano sulle previsioni climatiche, nello scenario peggiore, equivalente alla crescita di un metro del livello del mare per il 2080, decine di milioni di persone dovranno lasciare le loro case: più di 50 milioni nell'area dell'oceano Indiano, tra i 10 e i 50 milioni nella zona del Pacifico e di una parte dell'Atlantico, quasi 10 milioni di Africa e nel Mediterraneo.
Questo scenario comporta anche forti perdite di territorio in tutti i continenti. Il 46 per cento delle zone umide costiere verrebbe invaso dal mare: perdite particolarmente gravi si avrebbero sulla costa orientale degli Stati Uniti, nel golfo del Messico, nel Mar Baltico, nel Mar Nero e nel Mediterraneo. I primi ad essere colpiti sarebbero quelli che portano le responsabilità minori del disastro ambientale prodotto principalmente dall'uso dei combustibili fossili.
Un abitante delle piccole isole usa una minima frazione dell'energia utilizzata da uno statunitense, che è in cima alla piramide dei consumi, ma per molti arcipelaghi il destino appare segnato: dalle Tuvalu alle Maldive, dalle Kiribati alle Marshall, dalle Tonga alle Cook sembra scattato il conto alla rovescia. Tanto che gli abitanti di queste terre precarie, un pelo sopra il livello del mare, si sono consorziati in un cartello, l'Aosis (Alliance of Small Island States) che raggruppa 40 paesi. Per loro la battaglia del clima è una questione di sopravvivenza fisica.
Antonio Cianciullo
Fonte:www.repubblica.it
News inserita da Daria Mazzali
Promiseland.it Redazione Italia
llewal alle 12:14 in: ecologia
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