giovedì, luglio 03, 2008

8 luglio: dopo Roma e Torino, anche Genova scende in piazza

"Care concittadine e cari concittadini,
il governo Berlusconi sta facendo approvare una raffica di leggi-canaglia con cui distruggere il giornalismo, il diritto di cronaca e l’architrave della convivenza civile, la l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge Questo attacco senza precedenti ai principi della Costituzione impone a ogni democratico il dovere di scendere in piazza subito, prima che il vulnus alle istituzioni repubblicane diventi irreversibile.
Come cittadini ed associazioni di Genova, sottolineiamo altresì la gravità del fatto che la legge già approvata al Senato ed in fase di approvazione alla Camera, porti alla sospensione e quindi alla cancellazione dei processi per i fatti della Scuola Diaz e della Caserma di Bolzaneto del Luglio 2001, indispensabili per l'accertamento delle responsabilità di chi in quei giorni violò diritti costituzionali fondamentali. Poiché il maggior partito di opposizione ancora non ha ottemperato al mandato degli elettori, tocca a noi cittadini auto-organizzarci. Contro le leggi-canaglia, in difesa del libero giornalismo e della legge eguale per tutti, ci diamo appuntamento a Genova, l’8 Luglio in Largo Lanfranco davanti alla Prefettura, alle ore 18, per testimoniare con la nostra opposizione – morale, prima ancora che politica – la nostra fedeltà alla Costituzione repubblicana nata dai valori della Resistenza antifascista.
Vi chiediamo l’impegno a “farvi leader”, a mobilitare fin da oggi, con mail, telefonate, blog, tutti i democratici. La televisione di regime, ormai unificata e asservita, opererà la censura del silenzio.
I mass-media di questa manifestazione siete solo voi."

L’iniziativa è promossa da Associazione Libertà e Giustizia, Comitato per lo Stato di Diritto

aderiscono

Associazione Giuristi Democratici
Comitato Verità e Giustizia per Genova
 partito dei comunisti italiani
 rifondazione comunista
 sindacato cobas
 federazione giovani comunisti italiani
 circolo bianchini rifondazione comunista
 forum sinistra europea
 comitato piazza carlo giuliani
 gruppo per il bene comune Liguria
 Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti -centro ligure
 documentazione per la pace
 Comunità San Benedetto del Porto
llewal alle 22:34 in: politica, giustizia, appuntamenti, genova, diritti umani
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lunedì, giugno 23, 2008

Genova, serata benefit su: Le fattorie degli orsi della bile in Cina

Venerdì 27 giugno 2008 Ore 19.30
c/o Sala Zenzero - Via Torti 35, Genova San Fruttuoso
Serata benefit su: Le fattorie degli orsi della bile in Cina
Proiezione del film e foto sulla liberazione degli orsi della bile ad opera
dell'Associazione Animals Asia Foundation.
Incontro con Chiara Catapano della sezione italiana dell'associazione AAF.
Buffet Vegetariano - musica - offerte libere.
Info e prenotazioni: Massimiliano  msuprani@alice.it
Sull'argomento: http://www.animalsasia.org
llewal alle 14:44 in: animali, appuntamenti, genova, diritti animali
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domenica, giugno 15, 2008

Donne di Genova contro la violenza

Appello per un’iniziativa cittadina contro la violenza sulle donne e contro provvedimenti razzisti e repressivi in nome della sicurezza

Siamo un gruppo di realtà differenti presenti a Genova, organizzate e non, che si uniscono per invitarvi a un’iniziativa di solidarietà.
Sempre più mass media e politici danno grande importanza a fatti di cronaca che vedono uomini immigrati protagonisti di stupri verso donne italiane, e non altrettanta attenzione quando sono uomini italiani a picchiare, violentare, uccidere le proprie figlie, sorelle, mogli, amiche, ex. E ancor meno quando le vittime sono donne immigrate.
La violenza sulle donne non è un problema di ordine pubblico e non conosce distinzione di cultura, nazionalità, religione, classe sociale, appartenenza politica.
Non accettiamo nessuna strumentalizzazione delle violenze contro le donne, e verso tutta la società, come pretesto per promuovere politiche razziste, pacchetti sicurezza, binomi clandestino=criminale.
Contrastiamo ogni forma di violenza contro le donne, ogni razzismo, repressione e aggressione fascista ai danni di immigrate/i e giovani.
La nostra sicurezza fa rima con solidarietà, libertà e autodeterminazione per tutti/e. Vogliamo vivere nelle strade ( e nelle case! ), liberi/e e sicuri/e, ma lo possiamo fare solo prendendoci cura dell’altro/a, costruendo solidarietà e autodifesa per vivere tutti/e meglio!
Per questo vi proponiamo di ritrovarci per un’iniziativa unitaria

PRESIDIO SABATO 21 GIUGNO 2008
P.zza MATTEOTTI dalle 17.00

volantini, parole, musica, canti, microfono aperto a chi voglia portare il suo contributo

Promuovono: Arcilesbica, Associazione antirazzista e interetnica 3 Febbraio, Donne di Genova contro la violenza
Aderiscono: Città Partecipata, Socialismo Rivoluzionario, Centro delle Culture di Genova
llewal alle 13:03 in: politica, donne, appuntamenti, genova, diritti umani, razzismo, repressione
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sabato, giugno 07, 2008

Genova: leggi sull'immigrazione e leggi razziali

Le nuove leggi contro gli immigrati di questi ultimi giorni sono scioccanti: stiamo assistendo ad un ritorno indietro di almeno 50 anni. Il decreto 92 del 23.5.08 non parla del reato di clandestinità ma introduce regole che valgono solo per gli immigrati, propone pene diverse per immigrati e italiani e apre la strada ad un abbattimento della democrazia. La legge non è più uguale per tutti e se sei immigrato ricevi un trattamento diverso da un italiano. Oggi tocca agli immigrati, domani chissà: forse saranno leggi a danno di altre fascie sociali spinte alla devianza da bisogni a cui far fronte?? Venerdì 13 giugno il Centro delle Culture di Genova invita studenti, associazioni, comunità, immigrati, precari, lavoratori e disoccupati a conoscere questo nuovo decreto, che verrà commentato durante l'incontro "LEGGI SULL'IMMIGRAZIONE E LEGGI RAZZIALI - LEGGE BOSSI/FINI E PACCHETTO SICUREZZA". L'incontro, tenuto dall'Avv. ALESSANDRA BALLERINI, esperta in diritti dell'immigrazione, si svolgerà presso l'Università degli Studi di Genova, Via Balbi 4, Aula M, a partire dalle ore 17. Non permettiamo che questo decreto diventi una legge. Organizziamoci insieme e formiamo durante questo incontro un coordinamento di associazioni, individui e comunità per dire basta a leggi che vanno contro i diritti umani.
Per informazioni contattare centrodelleculturege@lifegate.it
llewal alle 11:57 in: politica, appuntamenti, genova, diritti umani, razzismo, repressione
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mercoledì, maggio 14, 2008

Oggi appuntamento davanti al Galliera, ospedale della Curia.

Da Il Secolo XIX
....Hanno scelto un luogo simbolo della loro lotta per la laicità dello Stato, il Galliera, l'ospedale presieduto dall'arcivescovo di Genova e presidente della Cei Angelo Bagnasco. «L'ospedale dove abortire è difficile - dicono - e la pillola del giorno dopo non viene prescritta». Oggi pomeriggio (dalle 17) davanti all'ospedale della Curia manifesteranno per la laicità dello Stato, distribuendo preservativi e volantini, e per lanciare la contro manifestazione di sabato, il corteo che da Sestri Ponente fino a Caricamento, ricorderà la Giornata mondiale contro l'Omotransfobia. Sono Rete Laica, l'associazione Usciamo dal silenzio, Città Partecipata, Lila, Arcilesbica, Azione Trans, Spa azioni politiche di donne, i centri sociali Buridda, Zapata e Terra di Nessuno oltre al collettivo universitario Humpty Dumpty.....
llewal alle 12:21 in: politica, appuntamenti, genova, integralismo, inquisizione, no vat
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mercoledì, aprile 30, 2008

Genova, 309^ ora in silenzio per la pace

Rete Controg8 per la Globalizzazione dei Diritti
Mercoledì 30 aprile dalle 18 alle 19 sui gradini del palazzo ducale di genova 309° ora in silenzio per la pace.
Incollo di seguito il volantino che verrà distribuito
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Primo maggio, giornata internazionale del lavoro.

Ma che cosa c'entra il mondo pacifista con il mondo del lavoro?

Abbiamo più volte denunciato, anche con i volantini che distribuiamo ogni mercoledì, che le forze armate italiane costeranno nel 2008 23 miliardi e 352 milioni di euro, l'11% in più rispetto allo scorso anno. Con una piccola parte di questa enorme quantità di denaro si sarebbero potuti assumere ispettori da destinare ai controlli del rispetto delle norme di sicurezza sui posti di lavoro.

Uno degli argomenti preferiti di chi sostiene la partecipazione italiana alle cosiddette "missioni di pace", è il "prestigio internazionale dell'Italia.". Secondo costoro, massacrare gli afghani con il pretesto di cercare Bin Laden pone l'Italia in una posizione di prestigio nel contesto internazionale. Siamo invece del parere che, anziché preoccuparsi del proprio "prestigio internazionale" l'Italia dovrebbe vergognarsi della propria media di tre morti al giorno sul lavoro. E le autorità che piangono lacrime di coccodrillo sulle bare dei soldati caduti dovrebbero ricordare che è oggi statisticamente più pericoloso fare il muratore o il metalmeccanico che il soldato in zona di guerra.

La Liguria è una delle regioni in cui è maggiore la presenza dell'industria militare.

Appena eletto presidente della regione Liguria Claudio Burlando ha ottenuto il finanziamento di dieci navi militari, manufatti di elevatissima tecnologia la cui qualità si misura in capacità distruttiva. Era indispensabile, fu detto allora: si trattava di cinquemila posti di lavoro. Non pensiamo che sia nostro diritto sottovalutare la serietà di questo problema. Ma da anni proponiamo invano alla regione Liguria di costituire un osservatorio che studi le possibilità di riconvertire nel civile almeno una parte dell'industria bellica salvando i posti di lavoro. E la riconversione, o almeno la diversificazione delle produzioni, oltre ad essere moralmente indispensabile, potrebbe garantire i lavoratori dai rischi di un poco probabile ma auspicabile periodo di pace che renda inutili fregate, cannoniere ed armamenti in genere. La stampa ha magnificato l'accordo ed ha glissato sulle capacità distruttive, sull'inutilità e sul prezzo astronomico delle navi . Ed ha evitato di sottolineare che investimenti così cospicui avrebbero potuto garantire altrettanti posti di lavoro nella scuola, nella sanità, nella previdenza. Certamente non altrettanti profitti; ma non si stava parlando di posti di lavoro?

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai lavoratori statunitensi che hanno dichiarato il primo maggio giornata "No Peace, No Work" e sciopereranno contro la guerra in Iraq ed in Afghanistan, ed ai portuali africani che hanno rifiutato di scaricare armi cinesi destinate allo Zimbabwe. L'esperienza delle lotte genovesi contro la mostra navale bellica, alle quali i lavoratori e le lavoratrici genovesi parteciparono numerosi ed organizzati dimostra che lottare per avere il diritto di decidere "che cosa" produrre e " a chi" vendere è possibile e doveroso.
llewal alle 13:12 in: politica, lavoro, appuntamenti, genova, no war
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venerdì, aprile 18, 2008

Genova, concerto per il 25 aprile

llewal alle 11:49 in: musica, politica, appuntamenti, genova
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lunedì, aprile 14, 2008

Una mattina mi son svegliata

Genova
venerdì 18 aprile 2008 ore 17.00
Sala Conferenze - Museo di Sant’Agostino
piazza Sarzano 35R

Una mattina mi son svegliata
La resistenza delle donne oggi, dalla difesa dell’autodeterminazione, alla pace e all’ambiente.

Le Donne del No Dal Molin, della No Tav e della Rete194 protagoniste della difesa dei nostri diritti

Proiezione del filmato
Donne da presidio - Voci femminili dal movimento No Dal Molin
di Monica Lanfranco

Saranno presenti:
Antonella Cunico - Gruppo donne del presidio No Dal Molin
Simona Pognant - Sindaco di Borgone Susa movimento No Tav
Sabrina Damico - Rete194

Associazione Usciamo dal silenzio
Rivista Marea

Con il patrocinio del Comune di Genova
llewal alle 11:25 in: politica, appuntamenti, genova, no war, no tav, 194 , dal molin
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giovedì, aprile 10, 2008

Domani a Genova, piazza Matteotti




llewal alle 14:20 in: politica, appuntamenti, genova
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venerdì, marzo 28, 2008

Genova, sabato 29 marzo presidio per i diritti umani in Tibet

**INSIEME AL POPOLO DEL TIBET**
PER I DIRITTI UMANI, CIVILI, SOCIALI, POLITICI SENZA SE E SENZA MA.

Presidio a Genova, piazza de Ferrari sabato 29 marzo 2008 ore 17.30

La Pace ed i diritti umani sono obbiettivi irrinunciabili. Non è accettabile la violazioni dei diritti umani, dovunque avvenga.
Ci indigna la violenta repressione con cui l'esercito cinese soffoca nel sangue, con decine di morti e centinaia di arresti, la protesta dei monaci e dei giovani
tibetani.
Il governo italiano e l'Unione europea devono intervenire su Pechino perché ponga fine alle violenze ed apra il dialogo con un movimento popolare che non sta
chiedendo alcuna secessione ma solo di veder riconosciuti i propri diritti all'interno della repubblica cinese.
Oggi in Tibet, come ieri in Birmania, è in gioco la credibilità della comunità internazionale, che non può chiudere gli occhi - in nome di interessi
economici e commerciali – di fronte alla negazione dei diritti.
La Cina deve accettare la sfida dei diritti umani, riconoscere la libertà religiosa, di stampa e di pensiero.

Promuove ARCI Genova - Hanno aderito ad oggi: ACLI Genova, Progetto Sviluppo Liguria CGIL, GIT Genova/Spezia di Banca Etica, Movimento Federalista Europeo
llewal alle 21:52 in: politica, giustizia, appuntamenti, genova, diritti umani, repressione
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giovedì, marzo 27, 2008

Genova, noi della Diaz

Domenica 30 marzo, Genova - Ore 11,30

Casa della Sinistra "Thomas Sankara", via Assarotti 3/14

Lorenzo Guadagnucci, giornalista del Resto Del Carlino, autore di "Noi della Diaz" interpella candidati al parlamento italiano sull'involuzione autoritaria e antidemocratica in corso nel nostro paese. Segue aperitivo.

"Continuiamo a considerare il G8 del 2001 un punto di svolta per la storia recente del nostro paese, sia per la straordinaria mobilitazione che vi fu, sia per la brutale violenza istituzionale che caratterizzò quelle giornate. La caduta della legalità costituzionale registrata nel 2001 e la svolta autoritaria vissuta in seguito, continuano a menomare la vita civile e democratica del nostro paese. La "risposta" a Genova G8 non possa venire solo dall'azione giudiziaria. L'archiviazione del procedimento per l'uccisione di Carlo Giuliani, le prescrizioni in arrivo per i processi contro agenti delle forze di polizia per gli abusi alla Diaz e a Bolzaneto, le pene spropositate inflitte ai 25 manifestanti rinviati a giudizio per devastazione e saccheggio, il mancato avvio di procedimenti per una serie di altri abusi contro cittadini avvenuti in strede e caserme di Genova, dimostrano quanto sia limitata e insufficiente l'azione giudiziaria. "
llewal alle 11:57 in: politica, giustizia, appuntamenti, genova, diritti umani, repressione, g8
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mercoledì, marzo 26, 2008

Genova, incontro con Vittorio Agnoletto

Sinistra Arcobaleno e Movimenti

Conversazione con Vittorio Agnoletto, europarlamentare, gia' portavoce del Genoa Social Forum

Nonviolenza, Decrescita, Territori, Solidarieta', Autodeterminazione, Autonomia dei Movimenti, Beni e Servizi Comuni alla sfida della politica

Venerdi 28 marzo 2008
- ore 18 banchetto/presidio in corso Italia (di fronte al forte San Giuliano):"La Sinistra-l'arcobaleno e Genova 2001"; musica, letture e riflessioni.
- ore 20,30 cena di autofinanziamento nella sede del Forum per la sinistra europea-soc.XXI, via Assarotti 3/14.
- ore 21/21,30 conversazione/dibattito.


"Nei 18 mesi di governo l'ala sinistra della coalizione ha fornito una prova di fedeltà verso il programma comune precedentemente sottoscritto che l'ha condotta sull'orlo del suicidio, grazie alla spudorata infedeltà mostrata dagli alleati. Dalla permanenza nella missione in Afghanistan, al vertiginoso aumento delle spese militari, dalla presentazione del progetto TAV all'Unione Europea agli scalini sulle pensioni, dall'accordo sul welfare alla base Dal Molin, dalle promozioni di De Gennaro alla mancata commissione d'inchiesta su Genova, uno dopo l'altro sono stati sacrificati tutti i principali contenuti che giustificavano la presenza della sinistra politica nel governo. Ed è stato sacrificato anche il rapporto con i movimenti e con le aree più impegnate della sinistra sociale. Oggi si torna a votare con la medesima legge elettorale, senza alcuna norma sul conflitto d'interessi e senza alcuna legge di riordino dell'emittenza radiotelevisiva. Ammettere senza perifrasi il fallimento del governo Prodi costituisce non solo un'opera di verità, ma anche un'indispensabile azione per poter provare a ripartire su un percorso differente. In questi due anni di governo la responsabilità di evitare un ritorno di Berlusconi è stata lasciata interamente sulle spalle della Sinistra; infatti i giochi che hanno preceduto l'apertura formale della crisi politica e le modalità con le quali il PD ha scelto di affrontare in (semi)solitudine il confronto elettorale non lasciano dubbi a questo proposito. Berlusconi è stato sdoganato, la sua anomalia e pericolosità sono d'incanto scomparse; per il PD è un interlocutore politico come tanti altri. Da questo drammatico precipitare degli eventi sembra almeno emergere un aspetto positivo: le imminenti elezioni hanno obbligato i gruppi dirigenti delle quattro formazioni a sinistra del PD ad accelerare la costruzione di un soggetto unitario: “la Sinistra, l' Arcobaleno”. La ricostruzione di un soggetto di sinistra ampio e rispettoso del pluralismo al suo interno è un'esigenza avvertita da tempo tra le mille realtà della sinistra sociale diffusa che, ad esempio, hanno organizzato il 10 febbraio a Roma l'assemblea autoconvocata. Non vi è dubbio che il percorso avviato corrisponde poco alle attese di molti di noi. La scadenza elettorale infatti fornisce un ulteriore alibi a coloro che già precedentemente avevano mostrato di essere poco inclini ad un percorso che irrompesse fuori dalle mura dei quattro partiti. Le realtà di movimento e della società civile, tanto corteggiate a parole, sembrano nei fatti essere lasciate ai margini. Questo mi pare sia evidente. Ma sarebbe profondamente sbagliato reagire abbandonando a se stesso questo progetto, ritirandosi nell'Aventino della lotta sociale e culturale. Ritengo che, nonostante tutto, vi sia l'inderogabile necessità di un soggetto politico plurale ed ampio a sinistra; superate le elezioni il dibattito dovrà per forza riaprirsi e si dovrà fare tutto il possibile per modificare il percorso avviato e per segnarlo in modo ben più profondo attraverso una reale apertura alle istanze dei movimenti e dei settori più attivi della società civile. Se vogliamo provare a recuperare i tanti, tantissimi, che, giustamente delusi dalla prova di governo, oggi pensano di astenersi dobbiamo non solo ammettere onestamente gli errori compiuti in questi 18 mesi, ma anche spiegare chiaramente quali sono state le responsabilità degli attuali leader del PD nel bloccare qualunque scelta di sinistra: dalle droghe all'immigrazione, dai Dico alla redistribuzione sociale delle risorse. Individuarne le responsabilità per evidenziarne i legami sociali ai quali, non da oggi, fanno riferimento. Senza quest'opera di verità risulterebbe ancor più incomprensibile spiegare il fallimento del governo Prodi. Se non esplicitiamo fino in fondo i contenuti che ci separano dal programma del PD e dai 12 punti di Veltroni saremo destinati a soccombere di fronte al richiamo al voto utile, nonostante la sue evidente strumentalità: prima il PD contribuisce ad affossare Prodi, poi sceglie di andare da solo e quindi agita il richiamo al voto antiberlusconiano. Ma non è sufficiente svelare il cinismo di questa operazione: è necessario rendere visibile la nostra idea differente di società, spiegare come la nostra scelta antiliberista si discosti profondamente da chi pensa che il liberismo, le sue strutture di comando e le sue rigidità economiche, siano l'unico mondo possibile e che il terreno del contendere sia limitato a chi debba sedere ai posti di comando della macchina liberista considerata immodificabile. La candidatura di Massimo Calearo, ex presidente di Federmeccanica disvela, non solo simbolicamente, questa convinzione profondamente radicata nel gruppo dirigente del PD. Ci aspetta un lavoro molto difficile e certamente non possiamo negare a noi stessi la sensazione che un'occasione sia stata sprecata, che tante speranze siano state bruciate. Ma lasciare che la Sinistra Arcobaleno precipiti non fa bene a nessuno di noi. Certo un' elezione non è mai l'ultima spiaggia, ma se riuscissimo almeno a non farci del male da soli sarebbe meglio. Credo."
llewal alle 11:50 in: politica, ecologia, appuntamenti, genova, diritti umani, g8
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domenica, marzo 23, 2008

Genova 2001: noi non dimentichiamo


Genova 2001: noi non dimentichiamo


giovedi 27 marzo 2008 ore 17.00

Haidi Giuliani, parlamentare Sinistra Arcobaleno

Orazio Licandro, capolista camera Sinistra Arcobaleno

Antonio Bruno, candidato al Senato Sinistra Arcobaleno

Conversazioni sul programma.

Punto di incontro Sinistra Arcobaleno via San Luca 74 r Genova
llewal alle 21:46 in: politica, giustizia, appuntamenti, genova, diritti umani, g8
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sabato, marzo 22, 2008

CONFERENZA STAMPA

COLORA DI ARANCIONE LA CITTA’

UN SEMPLICE GESTO DI SOLIDARIETA’ E SPERANZA  PER UN GRANDE POPOLO

LA SINISTRA ARCOBALENO CHIAMA ALLA MOBILITAZIONE PER  LA LIBERTA’ DEL TIBET

MARTEDI’ 25 MARZO ALLE ORE 11.00 AL POINT DELLA SINISTRA ARCOBALENO
VIA S.LUCA 74 r - GENOVA

Interverranno i candidati alla Camera e al Senato per la lista della Sinistra Arcobaleno Stefano Quaranta e Cristina Morelli.

llewal alle 14:22 in: politica, appuntamenti, genova, diritti umani, repressione
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mercoledì, marzo 19, 2008

Genova, conferenza stampa

CONFERENZA STAMPA: tutti i movimenti dell'Arcobaleno e aperitivo

Giovedi 20 marzo 2008 alle ore 12.30
presso la Casa della Sinistra "Thomas Sankara"
via Assarotti 3/14 (ultimo piano)

verranno presentati le candidature genovesi nelle liste della Sinistra l'Arcobaleno provenienti dalla societa' civile, i movimenti sociali, le lotte per il territorio.

Saranno presenti:

Rita Lavaggi, impegnata nel comitato per la difesa del parco di Villa Rosa a Genova e attiva nei movimenti per la Sinistra Europea

Maristella Mameli, attiva nei movimenti contro l'inceneritore di Scarpino e nei progetti di aumento di raccolta differenziata, consigliere municpale di Genova Medio Ponente

Irene Ravera, impegnata nei movimenti giovanili e femministi, consigliere municipale di Genova Medio Levante

Ennio Cirnigliaro, attivo nei movimenti sociali della Val Polcevera e impegnato nelle lotte per l'ammodernamento della rete ferroviaria genovese, contro la TAV (Terzo Valico)

Antonio Bruno, pacifista, impegnato nelle lotte territoriali per un nuovo modello di sviluppo e per i diritti umani e la legalita' (G8 Genova luglio 2001).
llewal alle 11:19 in: politica, ecologia, appuntamenti, genova, diritti umani
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giovedì, febbraio 28, 2008

Genova, incontro con Silvia Baraldini

Venerdi 29 febbraio ore 21

Teatro degli Zingari, Genova

Presentazione della nuova edizione del libro di G. L. Jackson
"Col sangue agli occhi. Il “fascismo” americano e altri scritti”.
Saranno presenti Silvia Baraldini, Don Gallo, Emilio Quadrelli
Università di Genova, Ass. Italia Cuba di Genova.

per ulteriori informazioni http://www.sanbenedetto.org
llewal alle 21:03 in: politica, giustizia, appuntamenti, genova, diritti umani
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venerdì, febbraio 15, 2008

A rischio la libertà delle donne in Italia

Dopo l'irruzione della polizia al Policlinico di Napoli su segnalazione anonima per il sospetto che fosse in corso una violazione della legge 194, mentre nel pieno rispetto della legalità si era appena effettuato un aborto terapeutico su una donna che purtroppo aveva riscontrato gravi malformazioni fetali, risulta chiaro che in Italia esiste un fortissimo rischio di deriva fondamentalista e di crisi della libertà e autoderminazione femminile. Anche se distratta dal triste spettacolo mediatico della campagna elettorale l'opinione pubblica deve essere scossa, e chi ha ancora voce per farlo deve far sentire, in modo forte e chiaro, che c'è una emergenza democratica che riguarda i diritti di scelta sul corpo e sulla procreazione da parte delle donne. Diritti che, se ristretti o negati, producono inevitabilmente una restrizione degli spazi di libertà in tutto il resto della società.
La maternità responsabile, libera e accolta, anche quella adottiva e affidataria, come un valore fondamentale dalla società, è stata uno degli orizzonti prioritari di azione e di impegno da parte dei movimenti delle donne sin dall'inizio del dopoguerra. Oggi misuriamo con sgomento la messa in discussione di un percorso di civiltà e il rischio di deriva autoritaria e di controllo bellico sul corpo delle donne (e per traslato quindi anche su quello degli uomini) simile a quella che vige in paesi dove ancora lontana è la realizzazione della laicità. L'Italia è un paese che si definisce laico, e che viene spesso guardato da chi cerca di sfuggire alla brutalità di regimi autoritari e illiberali come un approdo migliore: dopo i fatti di Napoli, e dopo che abbiamo appreso dalla tv che il motivo dell'irruzione della polizia era per 'sospetto feticidio' temiamo che questo paese non sia più un luogo sicuro per le donne, native o migranti, se un diritto sancito da una legge è così platealmente e crudelmente messo in discussione. In Italia le donne vengono violentate, picchiate e uccise nelle loro case senza alcun intervento preventivo anche quando si è al corrente di situazioni di grave pericolo, e ora le donne sanno che può bastare una anonima e mafiosa segnalazione alla polizia per vedersi arrivare, ancora doloranti per un intervento comunque sempre drammatico, le forze dell'ordine come se si fosse delle delinquenti. Cosa deve ancora accadere in Italia prima che sia troppo tardi? Credo che si debba pensare, tutte e tutti insieme, ad azioni forti che in tutto il paese, prima delle elezioni, dicano a chi si candida alla guida politica che ci sono donne e uomini che non daranno più il loro consenso a chi non garantirà, in modo inequivocabile, i diritti di scelta libera sul corpo, sulla sessualità e sulla riproduzione.
Così come non si vota chi dice sì alla guerra non si può votare chi dice sì alla limitazione dell'autodeterminazione delle donne. Se è vero che la libertà delle donne è civiltà allora è arrivato il momento di rendere visibile questa affermazione, anche con momenti collettivi di incontro e di sostegno alla laicità dello stato e alla cittadinanza sessuata.
Monica Lanfranco
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Monica Lanfranco
www.monicalanfranco.it
www.mareaonline.it

Aborto: in piazza anche a Genova contro il blitz di Napoli
L’iniziativa è prevista alle 16.30 di sabato 16 febbraio in piazza De Ferrari.


ATTENZIONE!!!!!

Ricevo e inoltro

Confermo a nome della rete194 di Genova che la data della manifestazione è il 23 febbraio ore 16,30 a piazza de ferrari. Siamo vittime di un boicottaggio o un maldestro errore, per cui sul Secolo XIX e ripreso dal tg3 è stato dato comunicato su iniziativa di domani. Come rete saremo domani a de ferrari a volantinare il testo che metto in attach. Chiediamo