giovedì, giugno 05, 2008

Bombs

Dopo le bombe intelligggenti, ecco le bombe ecologggiche...

...Continueranno a uccidere, ma senza turbare l'ambiente naturale. Sono le "Eco-friendly bomb", armi esplosive dotate di sensibilità ecologica. La definizione, cinica e contraddittoria (gli esseri umani non sono parte integrante dell'ambiente?), pubblicizza una ricerca condotta dall'Università di Monaco di Baviera con fondi europei e americani per la produzione di sostanze alternative al Tnt (il tritolo) e al Rdx (la ciclonite)...
Repubblica
llewal alle 11:16 in: politica, ambiente, diritti umani, no war
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domenica, maggio 25, 2008

No nuke



Questo è il fotogramma di un video che riprende, tra l'altro, le manifestazioni antinucleare di Trino Vercellese e di Caorso del 1986. Allora si dava per scontato che di questa follia non se ne sarebbe più parlato. Invece, nell'anno del Signore (o del Cavaliere che dir si voglia) 2008, il discorso ritorna quanto mai di estrema attualità. Si ricomincia.

Un appunto scritto da due rappresentanti di Legambiente Liguria:

Sfatiamo alcuni dei luoghi comuni sull'energia nucleare.
Ci vogliono far credere che vi siano solo benefici dalla produzione energetica da fonte nucleare.
Che questa sia una fonte rinnovabile e che quello di "nuova generazione" non avrà problemi di approvvigionamento di Uranio. Una fonte sicura, pulita, che aiuta a diminuire il surriscaldamento del pianeta e che sia economica rispetto ad altre fonti.
Sfatiamo alcuni di queste posizioni, che rendono ideologico l'approccio pro nucleare, affermando, senza paura di poter essere smentiti, che l' Uranio esiste in natura in quantità finite e non può essere considerata fonte rinnovabile e che il suo esaurimento, al ritmo produttivo attuale, è stimato in 70 anni. Tantomeno si può affermare che la produzione da fonte nucleare sia "sicura". Sicurezza intrinseca non significa aumentare i livelli e punti di controllo in un reattore ma avere reattori in grado di spegnersi automaticamente in caso di perdita del liquido refrigerante. Non ci risulta che la ricerca sviluppata dal consorzio Genration IV, cui partecipa anche l'Italia attraverso Euratom, abbia portato a risultati accettabili sulla sicurezza intrinseca. Il problema irrisolto delle scorie radioattive non lo rende certo "pulito" e se è vero che non produce emissioni clima alteranti, agli attuali tempi di realizzazione non potrà certo concorrere a ridurre il surriscaldamento del pianeta in atto.
I dubbi sull'economicità dell'investimento nucleare e sul basso costo d'acquisto dell'elettricità prodotta sono tangibili rispetto all'unico nuovo reattore da 1600 MW in costruzione attualmente in Finlandia. Questo ha già due anni di ritardo rispetto alla consegna prevista, slitatta dal 2009 al 2011, e il costo della centrale è lievitato in pochi anni dai due ai tre miliardi di euro, più o meno quattro volte il costo di una centrale a gas metano a ciclo combinato di pari potenza. Come conseguenza i costi del chilowattora prodotti lieviteranno anch'essi. Una ricerca del Massachusset Institute of Technology (nel rapporto "The future of nuclear power") rileva che il costo del chilowattora nucleare sia superiore del 30% rispetto a quello prodotto dal gas.
Grazie al referendum del 1987 siamo usciti dalle incertezze che il nucleare portava con se, oggi, con le proposte del neo Ministro Scajola rischiamo di fare un lungo passo indietro.
Ma quali popolazioni saranno disponibili ad ospitare centrali atomiche e siti di stoccaggio dei materiali radioattivi sui propri territori? Voi sareste disponibili?
Stefano Sarti
Presidente Legambiente Liguria
Santo Grammatico
Coordinatore Generale Legambiente Liguria
llewal alle 11:22 in: politica, ambiente, ecologia, nucleare
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mercoledì, maggio 21, 2008

Rifiuti in Campania

Da forum ambientalista di Napoli

Rifiuti in Campania – 21 maggio 2008
di Gianni Palumbo e Ciro Pesacane
Direzione Nazionale Forum Ambientalista

Lo sanno tutti, l’emergenza non finisce col Consiglio dei Ministri di oggi a Napoli, così come tutti sapevano che non sarebbe finita col periodo di Commissariamento di Gianni De Gennaro, rispetto al quale nessuno, dell’allora Governo Prodi, levò un grido di indignazione per i fatti che tutti conosciamo e che avevano coinvolto l’ex capo della polizia, più volte premiato dopo i tragici eventi di Genova. Oggi nel mentre tutti si affrettano a criticare la Spagna di Zapatero, (mentre dopo le elezioni ci si affannava a chi più somigliava al premier spagnolo) avremmo molto da imparare dai nostri cugini mediterranei in quanto a gestione dei rifiuti ma preferiamo contorcerci continuando a perseverare in scelte sbagliate.
Napoli sta scoppiando, letteralmente, e la manifestazione-corteo di oggi convocata dalla “rete campana salute e ambiente” chiede una maggiore comprensione delle dinamiche che hanno indotto i vari governi (nazionali e locali) ad utilizzare le medesime strategie fino alla attuale, insostenibile, situazione che, non a caso, fa leva su un’idea di repressione che garantisce alcune modalità che il nuovo Governo, anche per la presenza della Lega Nord, desidera subito attuare, tutto muscoli ed efficienza.
I cittadini e i movimenti sono decisi a rivendicare un altro modello di gestione, quello della raccolta differenziata porta a porta, l’unica in grado di risolvere davvero il drammatico problema dei rifiuti, l’unico a sottrarre spazio alla camorra che pilota la necessità di semplificazione delle pratiche per la realizzazione degli inceneritori. Dalle megadiscariche agli inceneritori cambia il processo ma rimangono inalterate le pratiche deleterie che allontanano la soluzione reale dei problemi, salute in primo piano. La diossina bruciata passerà dalle strade ai camini ma non cambierà le sorti dei territori che si pretende vengano esautorati dalla possibilità di decidere.
Le stesse discariche sono presidiate da gente comune, come il parroco della Chiesa di San Vito di Eboli che -con centinaia di persone- vorrebbe evitare l’ennesima violenza alla piana del Sele.
Nessuno che trovi il coraggio di affermare l’inizio di una buona pratica che tutti (o quasi) vorrebbero: quella più volte citata raccolta porta a porta che renderebbe protagonisti assoluti i cittadini e la partecipazione democratica utile a sottrarre il terreno alla pratica mafiosa, clientelare e violentatrice di territori, e laboriosa costruttrice di discariche ed inceneritori, realizzati in salsa prodiana o berlusconiana a seconda delle stagioni. Sulla irrisolta questione energetica, la chicca con cui si è congedato il governo Prodi è stata quella relativa al CIP6, balzello pagato per anni dagli italiani, che adesso dovrebbe, nella volontà e continuità dei governi, trovare forma negli inceneritori campani in virtù di una emergenza artificiale che serviva, ieri come oggi, a fare del nostro sud la discarica industriale di quel nord opulento che potrà finalmente, complice la camorra, chiudere il ciclo costruendo i nocivi “termovalorizzatori”, con buona pace della democrazia e della volontà popolare.
Alle porte vi è l’estate che con il caldo porterà, nell’atmosfera partenopea, altri gravi problemi se non si fa in fretta, una fretta sollecitata anche dal Commissario Europeo all’ambiente Stravros Dimas per evitare gravi rischi alla salute e all’ambiente, e che suggerirebbe di risolvere nella maniera più adeguata possibile la complessa questione che si articola anche nella necessità di una rapida dismissione della classe dirigente campana che ha definitivamente reso evidente, come fosse un traguardo al contrario, il proprio completo fallimento. Un centro-sinistra incompetente, incapace e drammaticamente parte integrante di un problema che si trascina da troppo tempo.
llewal alle 11:09 in: politica, ambiente, ecologia, repressione
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domenica, maggio 04, 2008

Arriva il Papa, alberi rasi al suolo

....In segreto hanno compiuto questo scempio di alberi che fornivano ossigeno e ombra in una zona trafficata della città: davvero una brutta decisione. Neppure per il G8 si erano tagliati alberi per la sicurezza… anzi per abbellire erano state aggiunte delle piante dove non esistevano. Si può pensare che questo grave fatto sia una misura che entra nei dispositivi primari di sicurezza per la visita del Papa? Il questore Salvatore Pesenti aveva nei giorni scorsi parlato di misure speciali anche alla luce di cortei, ma arrivare a questo tipo di decisione irrispettosa della natura, del paesaggio urbanistico ed in spregio alle elementari norme del buon governo, informando i cittadini di queste decisioni non ricordo di averle mai viste. Andiamo di male in peggio. Se Papa Benedetto XVI viene a parlarci di rispetto della vita, questa è una lezione che va in senso opposto....leggi tutto su Mentelocale
llewal alle 19:10 in: politica, ambiente, ecologia, genova, no vat
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