mercoledì, dicembre 03, 2008, ore 09:07

Mi é stato chiesto di scrivere cosa ne penso dei risultati del processo, e di raccontare di nuovo il mio pestaggio nella Diaz. Non intendo soffermarmi qui sul racconto di ció che mi accadde nella scuola; ho realizzato un fumetto sulla mia esperienza, sono un illustratore e non credo di poterla descrivere meglio di cosí. D’altra parte ormai la storia é nota: la polizia penetró nella scuola durante la notte, e cominció immediatamente un pestaggio brutale e indiscriminato. Ci furono 93 arresti di cui 70 feriti, 3 in fin di vita.
Io all’epoca avevo 24 anni. Fui tra quelli finiti direttamente all’ospedale, e mi tocca dire “per fortuna”, perché sennó sarei passato anche per Bolzaneto…leggi tutto
llewal
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Commenti
#1   04 Dicembre 2008 - 12:05
 
"perché promossi?" è una bella domanda..
e che la polizia sia da temere in particolare nelle manifestazioni di protesta contro il governo, o i governi del mondo, non sarebbe neppure una novità..
ma anch'io credo che nonostante tutti gli sforzi per farne un regime, l'Italia sia ancora una democrazia.
cari saluti
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#2   07 Dicembre 2008 - 06:09
 
BUONA DOMENICA!
-Non accumulare e non bramare,
ma sii coraggioso e libero.
Persegui sempre il sapere
E lentamente impara a conoscere
Ciò che la scienza non può vedere.
Sforzati e lotta per apprendere,
sii temperato e saggio
perché l’abilità e la sapienza soli
ci aiuteranno a sopravvivere.-
“l’antico regno del silenzio”
Di Martin Hocke
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#3   08 Dicembre 2008 - 23:40
 
Buon lunedì, se conosci qualcuno che vive a Messina o nei dintorni,e soprattutto a cacciatori che frequentano le campagne, ti prego, fagli leggere il mio ultimo post o mostragli questa foto che possa poi a sua volta mostrarla ad altri per darmi notizie di avvistamento del cucciolone. Grazie, Tamango.

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#4   10 Dicembre 2008 - 01:40
 
Credo che abbiamo detto e ridetto tutto! Che altro dire?
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#5   10 Dicembre 2008 - 03:00
 
In questi giorni il dibattito nazionale è incentrato sulla rapidità delle decisioni che sul metodo con il quale queste vengono prese. Volete un esempio? Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha detto che la commissione Valutazione di Impatto Ambientale Nazionale sbloccherà in tre mesi più di 100 opere pendenti presso la commissione stessa - ne abbiamo avuto esempio con Vado Ligure, con contemporaneo sberleffo alla Regione Liguria ed al suo parere negativo all'ampliamento a carbone di quella centrale.
A Genova invece par di sognare: per decidere quello che sarà il nuovo tracciato della cosi detta "gronda autostradale" si farà il Debat Public.
Bene, verrebbe da dire, finalmente si realizzerà una consultazione democratica su quelle che saranno scelte strategiche per il territorio genovese (oso dire Ligure) per i prossimi anni.
Voglio spezzare subito una lancia in favore del "Debat Public": credo che sia importante e positivo che un Comune come quello di Genova si sia posto seriamente il problema di non decidere nelle segrete stanze dell'amministrazione o delle (poco) credibili riunioni di maggioranza - magari con il concorso consociativo dell'opposizione - ma di allargare questa decisione a tutta la città.
Noi di Legambiente abbiamo già fatto richieste simili a queste all'amministrazione comunale di Genova: in particolare, durante il convegno del 13 Ottobre scorso a Genova, alla presenza della Sindaco Marta Vincenzi abbiamo presentato un articolato documento sull'impostazione del nuovo Puc di Genova, dove accanto alla richiesta di una variante generale di salvaguardia si mettano punti fermi anche in termini di applicazione della Valutazione Ambientale Strategica e di partecipazione pubblica alla definizione delle scelte, quello che con elasticità potremmo definire, per l'appunto "Debat Public". --
In attesa che questa metodologia, in voga con successo di partecipazione pubblica in alcuni paesi europei non certo marginali (Francia e Gran Bretagna), sia applicata come promesso dalla Sindaco anche al nuovo Puc, vogliamo fare alcune considerazioni su come dovrebbe essere e su come non dovrebbe essere realizzato un "Debat Public".
La partenza del Comune di Genova, e dell'assessore Andrea Ranieri (persona di qualità che Legambiente ha avuto modo di avere come interlocutore per le vicende legate alla scuola nei suoi precedenti incarichi di livello nazionale) sulla vicenda della Gronda desta però più di una perplessità.
Non si può circoscrivere e canalizzare il dibattito su opzioni che verranno presentate (siano 4, 5 oppure 2 o 3) e dire ai cittadini: riunitevi con noi e diteci quella che più vi aggrada. Non si può limitare il Debat Public alla sola opzione dell'attraversamento del Polcevera invece che a tutto il tracciato.
E' evidente anche ai più inesperti sulle valutazioni scientifiche delle dinamiche del traffico di merci e persone, che solo ragionando complessivamente sul perché si indicano direttive di tracciati autostradali su area vasta si possono poi fare le scelte più specifiche sul territorio.
Ed è evidente che solo un coinvolgimento preventivo della cittadinanza e delle istanze di rappresentanza sociale -come abbiamo ambizione di essere noi di Legambiente su un settore non certo marginale come la difesa dell'ambiente e del territorio - su quali diverse opzioni portare al Debat Public che si può realizzare una vera partecipazione.
Il coinvolgimento dei cittadini non può avvenire secondo noi con un sorta di questionario, con quattro diverse opzioni dove il massimo della partecipazione può essere solo quello di barrare con una x la casella davanti ad una delle varie opzioni.
Per questo facciamo una precisa richiesta all'amministrazione comunale di Genova ed all'Assessore Ranieri: definiamo un preciso regolamento di funzionamento del "Debat Public" che comprenda un percorso di condivisione dal basso delle scelte e delle opzioni da portare poi alla decisione definitiva.
E' superfluo dire che la decisione finale del tracciato della Gronda dovrà necessariamente passare per la "Valutazione di Impatto Ambientale", comprensiva della pubblicizzazione e dello studio dei dati sui flussi di traffico che sicuramente Autostrade ed Anas hanno, e che se il bilancio ambientale che la VIA produrrà sarà negativa, l'opera non potrà essere realizzata.
L'ambiente quindi non è una tematica secondaria o da lasciare fuori dalla porta delle decisioni che si vogliono prendere, speriamo che l'amministrazione comunale di Genova lo capisca.
Stefano Sarti
Presidente Regionale Legambiente
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categoria : politica, giustizia, genova, diritti umani, g8 , diaz