lunedì, maggio 19, 2008
Verona, 17/05/2008
Sempre a proposito dei tempi che stanno cambiando...in peggio, inoltro questo report di Gabriella ricevuto sulla mailing list.
Durante la manifestazione di ieri a Verona abbiamo notato un nuovo stile di gestire la forza pubblica. Soprattutto al rientro. I poliziotti erano molto numerosi Bloccavano tutti gli accessi ai binari Si muovevano compatti dietro gli scudi quasi aspettassero di essere assaliti da un momento all'altro. (Il nuovo parlamento non vuole correre il rischio di essere messo in discussione?...) Comportamento assolutamente gratuito... Il biglietto collettivo era stato fatto andata-ritorno. Sarebbe stato comprensibile contare i manifestanti all'andata. ma al ritorno... I posti di blocco erano almeno 2. Quasi le pecorelle del pastore marchiate e poi fatte rientrare nel recinto... Assolutamente impensabile che alla fine venisse da qualcuno eseguita la somma dei diversi conteggi. La chiamata al passaggio avveniva per località. Un ascensore incustodito permetteva una certa mobilità. (ho passato il varco 2 volte con destinazione Milano ed 1 con destinazione Bologna.) Lo scopo principale della manovra era quello di creare l'idea che ognuno fosse sotto controllo. La pressione della presenza militare era ben bilanciata dall'antagonismo che le persone ammassate e in attesa facevano crescere dentro di sè, mentre era incrementata dalle frasi spesso offensive lanciate dai dimostranti verso i poliziotti. Salita al primo binario ho chiesto al comandante del gruppo che bloccava le scale il motivo della manovra. Non lo sapeva, e mi ha risposto col tono di chi non sa perchè sta facendo qualcosa di stupido. Mi chiedo quale sia il significato della frase: ...E UNA RISATA VI SEPPELLIRA' e quando finalmente la realizzeremo. Se la modalità adottata a Verona si ripeterà, la pervasività della forza pubblica si avvicinerà a modalità mediorientali. Risultato: rendere demenziale la convivenza sociale nè più nè meno come DEMENZIALE è in Israele. Mi chiedo quindi se: 1. partecipare ad una manifestazione ci permette di essere riflessivi inventando nuovi percorsi del vissuto. 2. e se l'intenzione del potere è quella di farci sentire sotto controllo, fino a terrorizzarci piano piano, quale può essere una risposta EFFICACE - non a far precipitare gli eventi - ma a smontare il teorema.
GG
Durante la manifestazione di ieri a Verona abbiamo notato un nuovo stile di gestire la forza pubblica. Soprattutto al rientro. I poliziotti erano molto numerosi Bloccavano tutti gli accessi ai binari Si muovevano compatti dietro gli scudi quasi aspettassero di essere assaliti da un momento all'altro. (Il nuovo parlamento non vuole correre il rischio di essere messo in discussione?...) Comportamento assolutamente gratuito... Il biglietto collettivo era stato fatto andata-ritorno. Sarebbe stato comprensibile contare i manifestanti all'andata. ma al ritorno... I posti di blocco erano almeno 2. Quasi le pecorelle del pastore marchiate e poi fatte rientrare nel recinto... Assolutamente impensabile che alla fine venisse da qualcuno eseguita la somma dei diversi conteggi. La chiamata al passaggio avveniva per località. Un ascensore incustodito permetteva una certa mobilità. (ho passato il varco 2 volte con destinazione Milano ed 1 con destinazione Bologna.) Lo scopo principale della manovra era quello di creare l'idea che ognuno fosse sotto controllo. La pressione della presenza militare era ben bilanciata dall'antagonismo che le persone ammassate e in attesa facevano crescere dentro di sè, mentre era incrementata dalle frasi spesso offensive lanciate dai dimostranti verso i poliziotti. Salita al primo binario ho chiesto al comandante del gruppo che bloccava le scale il motivo della manovra. Non lo sapeva, e mi ha risposto col tono di chi non sa perchè sta facendo qualcosa di stupido. Mi chiedo quale sia il significato della frase: ...E UNA RISATA VI SEPPELLIRA' e quando finalmente la realizzeremo. Se la modalità adottata a Verona si ripeterà, la pervasività della forza pubblica si avvicinerà a modalità mediorientali. Risultato: rendere demenziale la convivenza sociale nè più nè meno come DEMENZIALE è in Israele. Mi chiedo quindi se: 1. partecipare ad una manifestazione ci permette di essere riflessivi inventando nuovi percorsi del vissuto. 2. e se l'intenzione del potere è quella di farci sentire sotto controllo, fino a terrorizzarci piano piano, quale può essere una risposta EFFICACE - non a far precipitare gli eventi - ma a smontare il teorema.
GG
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