giovedì, maggio 15, 2008
Se scopi rischi 3 anni di galera
Non ci posso credere! Ricevo et inoltro...
La Cassazione ha deciso che appartarsi in auto e fare l’amore - o forse anche sbaciucchiarsi, palpeggiarsi, toccarsi, pomiciare - è un reato abbastanza grave e può essere punito con un certo numero di anni di carcere (fino a tre). Perché? Qual’è il reato? E’ il famoso reato - che tutti noi pensavamo scomparso dai codici, o almeno cancellato dal buonsenso - di «offesa al pudore». La sentenza emessa ieri si riferisce alla storia di due poveri giovanetti di Arezzo che furono sorpresi alla tre di notte, in un parcheggio, nella loro automobile, mentre scopavano. Furono sorpresi dai carabinieri, che contestarono loro l’infrazione. Loro risposero che non gli sembrava di star facendo niente di male, e che pensavano di non essere i primi né gli ultimi ad usare la propria macchina come un' alcova.
I carabinieri furono inflessibili e li denunciarono. Il tribunale li condannò. La corte d’appello (popolata,
forse, di persone pericolosamente ragionevoli) li assolse perché il fatto non costituisce reato («scopare legittimus est» dice il codice di Giustinianeo detto «corpus iuris...»). Ieri la Cassazione ha rovesciato la sentenza della corte d’appello. Anche perché - hanno fatto notare i custodi della nostra legalità - il parcheggio era illuminato (!)
La Cassazione ha deciso che appartarsi in auto e fare l’amore - o forse anche sbaciucchiarsi, palpeggiarsi, toccarsi, pomiciare - è un reato abbastanza grave e può essere punito con un certo numero di anni di carcere (fino a tre). Perché? Qual’è il reato? E’ il famoso reato - che tutti noi pensavamo scomparso dai codici, o almeno cancellato dal buonsenso - di «offesa al pudore». La sentenza emessa ieri si riferisce alla storia di due poveri giovanetti di Arezzo che furono sorpresi alla tre di notte, in un parcheggio, nella loro automobile, mentre scopavano. Furono sorpresi dai carabinieri, che contestarono loro l’infrazione. Loro risposero che non gli sembrava di star facendo niente di male, e che pensavano di non essere i primi né gli ultimi ad usare la propria macchina come un' alcova.
I carabinieri furono inflessibili e li denunciarono. Il tribunale li condannò. La corte d’appello (popolata,
forse, di persone pericolosamente ragionevoli) li assolse perché il fatto non costituisce reato («scopare legittimus est» dice il codice di Giustinianeo detto «corpus iuris...»). Ieri la Cassazione ha rovesciato la sentenza della corte d’appello. Anche perché - hanno fatto notare i custodi della nostra legalità - il parcheggio era illuminato (!)
llewal alle 10:40 in: giustizia, repressione, integralismo
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